La Nascita (1908-1909)

Il giornale esce in ritardo con una nuova veste grafica: è il primo numero stampato nella tipografia dell’Unione Cooperativa.

La recente modifica (del 02.01.1908) della legge del maggio 1903 sulle case popolari estende una serie di benefici a Società o Enti che abbiano lo scopo di costruire case popolari od economiche e sembra offrire vantaggi anche “alla classe formata dagli impiegati, insegnanti, professionisti, piccoli industriali, piccoli commercianti ed affini”.  Maggiori esenzioni fiscali, possibilità di sottoscrivere azioni fino all’importo di L. 10.000 e non solo 5.000 com’era prima, possibilità di una remunerazione del capitale fino al 5%, altri vantaggi a favore delle Cooperative. Il progetto di costituire una società anonima per il Milanino è quindi per il momento sospeso, in attesa di essere rivisto, non appena sarà disponibile il regolamento di attuazione della nuova legge.

 

Torna più che mai di attualità l’idea che Luzzatti (promotore della legge nel 1903) illustrò presentando in aula il provvedimento: “Quando si parla di case popolari, qualche collega mi ha sussurrato nell’orecchio: e chi è il popolo? Qual è il popolo a cui provvederete? A questa domanda desidero dare una risposta molto chiara: popolo per noi, perciò diciamo case popolari e non operaie, sono i proletari i quali vivono di magri salari in quartieri luridi e in tetre mura che si devono trasformare, risanare, abbattere; ma è popolo per noi anche l’artigiano indipendente che sta poco meglio di questi suoi infelici compagni. È popolo i piccoli coloni, i piccoli proprietari rurali, i piccoli fabbricanti, è popolo l’infelice impiegato civile, l’infelice funzionario delle pubbliche amministrazioni. Ed è popolo l’operaio del pensiero che fatica più volte assai peggio di quello che del proprio lavoro vive, comincia col maestro di scuola per passare all’insegnante mal retribuito delle scuole secondarie di primo e di secondo grado e finisce anche in regioni più alte, allo scrittore di giornali, a tante altre miserie intellettuali che noi qui conosciamo. Ora qui voi avete diverse gradazioni di infelicità e il progetto di legge che vi presentiamo non è sistematico, non imprigiona in una sola forma la costruzione delle case popolari, appunto perché vuoi tenere conto di tutte queste sfumature di dolori e di bisogni, adotta tutti i metodi diversi idonei a redimere tante varietà di umili e di sofferenti”.

 

Intanto il Consiglio dell’Unione Cooperativa ha deliberato di procedere alla scelta del terreno dove far sorgere il villaggio-giardino: circa un milione di mq, al prezzo minimo possibile, cioè meno di una lira al mq, in una località alla quale Milano sia collegata con frequenti e sollecite comunicazioni. “Si gradiranno nuove offerte in proposito, e chi già ne fece è pregato di confermarle, dettagliandole quanto più possibile in iscritto, con piante e dati riguardanti le condizioni”. E’ aperta ufficialmente la gara!

Modifica della legge sulle case popolari

Il Nostro Giornale

149-150

Gen-Feb 1908

Dato che molti lettori chiedevano informazioni, il Corriere della Sera ha chiesto a Buffoli aggiornamenti sullo stato del progetto per il Milanino. Buffoli fornisce le notizie che a breve avrebbe pubblicato sul giornale dell’Unione Cooperativa (vedi doc precedente). Il fatto che la legge parli anche di case economiche, significa che essa intende “favorire anche la classe formata da impiegati, insegnanti, professionisti, piccoli industriali, piccoli commercianti ed affini”. L’accesso a mutui agevolati è esteso a tutte le società o enti che vogliano costruire case popolari o economiche, nelle cooperative i soci possono sottoscrivere azioni fino a10.000 lire e non più solo fino a 5.000 e l’interesse riconosciuto può essere fino al 5%. Su questa base potrebbe essere direttamente l’Unione Cooperativa a realizzare il Milanino, senza dover costituire una società apposita.

​Buffoli aggiorna i lettori sul progetto per il Milanino

Corriere della Sera

7 Feb 1908

Nella relazione del Consiglio di Amministrazione per l’assemblea di bilancio dei soci dell’Unione Cooperativa L. Buffoli comunica formalmente ai soci che, a seguito della partecipazione al Congresso di Internazionale per le Case Economiche (Londra, agosto 1907), la visita in Germania (Francoforte, dicembre 1907) e lo studio delle esperienze realizzate in Francia, America, Danimarca, ha ormai preso definitivamente corpo l’idea di costruire un villaggio-giardino a qualche chilometro da Milano.

Nel corso dell’assemblea, svoltasi il 26 aprile in una atmosfera tesa, in parte per le critiche mosse al Consiglio da parte di alcuni soci circa la gestione del ramo alimentare, ma soprattutto per il grave lutto che colpì l’Unione Cooperativa (il 17 aprile un crollo al cantiere perla nuova sede provocò ben 13 vittime), il tema non fu affrontato. Buffoli infatti sta preparando una assemblea pubblica per presentare e discutere a fondo il tema.

Milanino città - giardino

Il Nostro Giornale

152

Apr 1908

Invito a tutti i soci per una riunione straordinaria al teatro Lirico entro la prima quindicina di giugno. Ci sarà una conferenza, illustrata da proiezioni, sulle città e i villaggi giardino e sul progetto di fondazione di Milanino. Si possono invitare parenti ed amici, sarà interessante in particolare per impiegati, insegnanti, professionisti, commercianti, industriali. Seguirà dibattito.

Invito alla Conferenza al Teatro Lirico

Il Nostro Giornale

153

Mag 1908

Scopo della Società è “la fondazione – nei dintorni di Milano e senza riguardo ai confini del Comune – di villaggi e quartieri per fornire, specialmente ai propri soci, abitazioni igieniche ed economiche”.

Non verrà mai costituita, perché l'Unione Cooperativa deciderà di gestire in proprio l'operazione.

Progetto di Statuto per la Società Anonima Milanino

Il Nostro Giornale

154

Giu 1908

L'11 giugno, in un Teatro Lirico affollato all'inverosimile, al punto che moltissimi non poterono entrare, Buffoli tenne una applauditissima conferenza. Notata la presenza del Sindaco, con la gentile consorte, e di molte personalità del modo economico e politico cittadino. La prima parte della conferenza ripropone, “ma in proporzioni assai maggiori e con aumentato corredo di proiezioni fotografiche” la relazione sulle Città-Giardino in Inghilterra che Buffoli aveva presentato all'ultimo Congresso Internazionale per le case economiche (Londra, Agosto 1907). Continua poi con dati e notizie sul problema delle abitazioni in America, Francia, Danimarca e Germania. Buffoli racconta della sua visita dello scorso dicembre a Francoforte, dove rimase colpito dal gran numero di pendolari che, in treno, raggiungono ogni mattina la città dai dintorni, “da 10, 20, e perfino 30 chilometri di distanza”. E a preferire la vita in campagna, non erano solo gli operai, spinti forse da ragioni economiche, ma anche “gli uomini d’affari, i professionisti e gli impiegati d’ambo i sessi”. Milano “di aria ne gode poca, ha alcuni quartieri tutt'altro che puliti, non abbonda di piazze, giardini e viali, ed ha le sue strade generalmente assai strette”. E’ una città da cui si fugge non appena arriva la primavera, per tornarvi ad autunno inoltrato. “Se a 5, 15, 20 chilometri da Milano sorgesse un villaggio tutto nuovo, modernamente costruito, con case e casette utilizzabili tutto l’anno e costituente un ambiente di prim'ordine, pare a me che il villaggio stesso verrebbe ben presto riempito d’abitanti”. Il Milanino sorgerà a non più di 15 chilometri dal centro città, nella zona a Nord, considerando in primis la disponibilità di collegamenti rapidi con la città o il loro impianto o potenziamento nel caso non ci siano o siano inadeguati. Circa la forma legale per la realizzazione del progetto Buffoli illustra la sua idea di una “società anomina nella forma e cooperativa nella sostanza”, con un limite al 5% sul dividendo massimo per le azioni. L’impegno diretto dell’Unione Cooperativa coi suoi 15.000 cooperatori, che congiuntamente conferiscono il primo milione di capitale, e le singole adesioni di un gran numero di soci della stessa, costituiranno “l’elemento cooperativo che impedirà al nuovo sodalizio di intinger nella speculazione”. Al contrario una Cooperativa o un Ente Autonomo avrebbero sì alcuni vantaggi (facilitazioni sui tassi, agevolazioni fiscali sia erariali che provinciali e comunali) che però sarebbero annullati dai vincoli imposti, ad esempio sulla possibilità di ridistribuire ai soci il reddito conseguente all'aumento di valore dei terreni. Queste restrizioni “ostacolerebbero  la libertà d’azione dell’istituto che si vuol creare e riserverebbero l’occupazione del Milanino alla classe operaia ed alla piccola borghesia; quando invece accogliendovi anche i benestanti, questi vi farebbero sorgere case  e giardini ricchi, la cui esistenza abbellirebbe il villaggio, rendendolo più piacevole a tutti gli abitanti. Che anche dai benestanti, come dagli impiegati, professionisti, industriali e commercianti, il Milanino sia desiderato, risulta dal fatto che le adesioni finora pervenute sono d’uomini e signore d’ogni condizione e d’ogni fede”.

Relazione Conferenza al Lirico

Il Nostro Giornale

154

Giu 1908

Ampia relazione della conferenza di Buffoli sulle Città Giardino all’estero e sul progetto del Milanino. “Soltanto una serata eccezionale può dare un concorso tanto considerevole di pubblico in un teatro, come quello che si è notato ieri sera al Lirico per la conferenza che il Comm. Luigi Buffoli ha tenuto sul Milanino. Gremite la platea e la balconata, pieni i palchi; teatro insomma completo”.

La conferenza di Buffoli al Lirico

Corriere della Sera

12 giu 1908

La conferenza di Buffoli trova ampia eco anche sull’organo della Lega delle Cooperative.

​La conferenza di Buffoli al Lirico

La Cooperazione Italiana

20 Giu 1908

Circola la notizia che l’Unione Cooperativa abbia già acquistato i terreni a Cusano al prezzo di 0.5 L/mq. Buffoli, appena rientrato dal viaggio di studio a Londra, compiuto con l’ing. Ferrini e l’avv. Cattaneo (vedi relazione più avanti), smentisce, precisando che quella è una delle offerte in esame e comunque il prezzo medio è superiore. Altre offerte in corso di valutazione riguardano terreni a Bresso, Bruzzano, Novate e Bollate. La decisione sarà presa presumibilmente entro settembre.

Terreni per il Milanino: si stanno esaminando le offerte.

Corriere della Sera

14 Ago 1908

E’ ripreso e commentato un articolo apparso su the Co-operative News, a firma di Hans Müller, neo segretario della International Co-operative Alliance. E’ un grave errore ritenere che la cooperazione neutra sia una cooperazione capitalista, come sostengono i socialisti rivoluzionari. Nella cooperazione infatti si attuano principi decisamente contrari al capitalismo: il profitto a vantaggio di pochi ed a danno di molti è eliminato ed il guadagno è a vantaggio di tutti; il capitale non è di pochi ma è proprietà di tutti ed i mezzi di produzione diventano collettivi; “il movimento cooperativo non è per nulla capitalista, ma di essenza socialista”. “… la vera uguaglianza non può trovarsi se non nella cooperazione … [che] aiuta i più disgraziati ed insegna loro a rialzarsi da soli … perché la cooperazione, contrariamente al sistema capitalista, si basa sull’amore reciproco degli uomini. Nella organizzazione cooperativa troviamo dunque il germe di tutte le forze benefiche del socialismo”.

Cooperazione e non lotta di classe

Il Nostro Giornale

157

Set 1908

Si smentisce la notizia pubblicata da alcuni giornali, che l’Unione Cooperativa avrebbe già comprato i terreni necessari per il Milanino, dando anche il prezzo, 50 cent/mq. Si conferma invece che la decisione sarà imminente.

Non ancora scelti i terreni per Milanino

Il Nostro Giornale

157

Set 1908

I blocchetti cavi di calcestruzzo sono utilizzati per la prima volta su larga scala nella costruzione delle case popolari municipali del quartiere Mac Mahon e per un caseggiato di tre piani in via Rasori. Questa tecnica costruttiva presenta vantaggi igienici per l’aerazione interna dei muri e vantaggi economici per i consistenti risparmi di materiale (si stima fino al 30-40 %) e par la rapidità di esecuzione. ”Il Comm. Buffoli, ideatore del Milanino” non si lascia sfuggire l’occasione della visita ai cantieri, immaginiamo con lo scopo di valutare tale innovazione per la prossima impresa della Città Giardino.

Blocchetti di cemento: una interessante tecnologia costruttiva

Corriere della Sera

3 Ott 1908

Il Corriere riprende la notizia, pubblicata il giorno prima sul l’Unione, che l’Unione Cooperativa avrebbe già acquistato i terreni per costruire il Milanino. Sono a Cusano, a 8 km da Milano, all’incirca la forma è quella di un rettangolo, affacciato sulla Valassina. I terreni acquistati sono il capitale con cui l’Unione Cooperativa concorre direttamente all’impresa del Milanino, rinunciando a costituire una cooperativa apposita per gli scarsi vantaggi che offrirebbe. A richiesta, l’Unione Cooperativa precisa che sono in corso trattative ma nulla è ancora deciso.

Questa corsa alle anticipazioni giornalistiche testimonia quale seguito avesse all’epoca il progetto della Città Giardino di Milanino.

Anticipazioni sull’acquisto dei terreni per Milanino

Corriere della Sera

19 Ott 1908

Nella riunione del Consiglio dell’Unione Cooperativa del 2 settembre, Buffoli presenta un’ampia relazione sul tema e propone Cusano come soluzione ottimale.

Grazie all'intensa propaganda del progetto (articoli su Il Nostro Giornale e sui giornali cittadini, manifesti nelle filiali e nelle strade, conferenze al Circolo Filologico, all'università Popolare, alla Famiglia Meneghina, al Teatro Lirico) sono pervenute molte offerte; Buffoli presenta i progetti ritenuti più interessanti.

Senago propone un buon prezzo (0.60 L/mq) ma si tratta di terreni argillosi, adatti alla costruzione in loco dei mattoni ma inadatta per gli orti e i giardini (le case costerebbero meno e gli affitti potrebbero quindi essere più convenienti) ma “l’economia, così conseguita, sarebbe assorbita dal maggior costo della frutta e della verdura, che gli abitanti del Milanino dovrebbero acquistare alla bottega, in luogo di averle, fresche e quasi gratuite, dal proprio orticello”. Senago, così come anche altre località nei dintorni di Monza e del suo magnifico parco (da dove pervennero offerte interessanti), è inoltre penalizzata dalla distanza da Milano, 14 chilometri: maggiori costi di costruzione, maggiori costi in seguito per l’abbonamento tramviario o ferroviario. Infine, proprio a causa del terreno argilloso, le strade rimangono a lungo fangose dopo le piogge.

Bollate offre terreni buoni, adatti alla coltivazione di frutta e verdura negli orti e l’argilla per i mattoni è disponibile nelle immediate vicinanze. Lungo la stessa direzione (la Ferrovia Nord che porta a Varese) ma a soli 8 chilometri dal centro città c’è l’offerta di Bruzzano. La stazione ferroviaria dista quasi un chilometro dal paese, ma verrebbe realizzato un collegamento col tram elettrico che va ad Affori. Bruzzano quindi è il progetto migliore dal punto di vista delle comunicazioni ma è il meno adatto per la vicinanza alla Bovisa, “il cui territorio va sempre più coprendosi di stabilimenti industriali, che non spandono profumi soavi. Inoltre sarebbe richiuso tra Niguarda, Affori, Bruzzano Inferiore, Bruzzano Superiore e Bresso le cui casupole, generalmente abitate da operai e contadini, formerebbero una non bella cornice al villaggio giardino. Nel problema dell’abitazione i principi morali ed igienici devono sovrastare a quello economico”.

Cusano, di poco più lontana ed anch'essa servita dalla Ferrovia Nord, ha in più il tram a vapore che, partendo da Porta Volta, raggiunge Cusano Bivio e costeggia i terreni offerti per 1300 metri verso Desio e per 1000 metri con la sua deviazione verso Monza. Il direttore della linea ha già espresso il proprio interesse all'allargamento ed al potenziamento del servizio. Cusano ha presentato la sua offerta con una descrizione a stampa che decanta il sito con molti dettagli. Buffoli ed i suoi tecnici hanno però controllato di persona tutte le informazioni sulla natura del terreno, sull'acqua e sulla fognatura, mediante visite sul posto di esperti e fidati orticoltori, assaggi diretti dell’acqua nelle osterie e nelle cascine, verifiche in prefettura presso il medico provinciale. Favorevole anche l’Ing. Ferrini, che aveva accompagnato Buffoli nelle visite ai villaggi-giardino inglesi. Il prezzo infine è vantaggioso: una media di 0,70 L/mq consente l’acquisto di 1.300.000 mq.

Buffoli propone quindi di acquistare i terreni di Cusano ed il  consiglio, dopo ampia discussione, approva.

Scelti i terreni per Milanino.

Il Nostro Giornale

158

Ott 1908

Finalmente anche il Corriere è in grado di pubblicare la notizia della scelta dei terreni dove far sorgere il Milanino, riprendendo le informazioni già pubblicate da Il Nostro Giornale.  “I terreni scelti dall’Unione Cooperativa per la fondazione del villaggio giardino, da essa progettato, si trovano – come già precedentemente era stato detto – a Cusano e precisamente al Bivio del tram che parte da Porta Volta, con 1300 metri di fronte stradale sulla linea verso Desio e metri 1000 sulla strada verso Monza, di modo che il quantitativo risulta di 1.300.000 mq con l’importo di circa L. 1.000.000, spese comprese. A un chilometro dalla località fissata, vi é anche una stazione della Ferrovia Nord e la distanza dal centro di Milano è di 10 chilometri. Considerato che la città ha 5 chilometri di raggio, oltrepassati i quali si corre più rapidamente, minimo sarà il tempo da sacrificare; mentre, in compenso, s’andrà a godere aria salubre; così come, in compenso della maggior spesa di trasporto, si avrà la frutta e la verdura del proprio campicello, dato che il villaggio sarà principalmente costruito da casette con giardino per ogni famiglia”.

La scelta dei terreni per il Milanino.

Corriere della Sera

24 Ott 1908

Mario Cattaneo, avvocato, funzionario del settore Opere Pubbliche del Comune di Milano e membro del direttivo dell’Unione Cooperativa, e Giannino Ferrini, ingegnere, direttore dell’Ufficio Tecnico comunale, riferiscono di un viaggio di studio in Inghilterra organizzato allo scopo di analizzare come là viene affrontato il problema delle abitazioni.

La prima nota è relativa al fatto che non si sono attuate misure straordinarie da parte dello stato, bensì “l’illuminato impiego delle normali forme dell’economia pubblica, serietà e tenacia da parte delle classi interessate e una cordiale solidarietà, la quale consente di riunire le sparse energie in organismi potenti”.

Vengono brevemente analizzate le leggi promulgate negli ultimi 25 anni per favorire il risanamento dei quartieri urbani degradati e la realizzazione di alloggi sani ed economici. Si sottolinea l’azione degli enti locali, molto efficace grazie all'acquisto di aree cedute in uso a cooperative o società di operai, anche se l’eccessivo indebitamento che ne consegue alimenta forti opposizioni alla pratica delle municipalizzazioni. C’è anche una società che propugna, con un certo seguito, la completa nazionalizzazione di tutte le terre, che devono progressivamente divenire di proprietà dello stato ed essere soltanto cedute in uso per periodi limitati.

L’iniziativa privata è fortemente caratterizzata dall'aspetto associativo: un gran numero di Consigli, Associazioni, Comitati, Società Filantropiche, a loro volta riuniti in organismi che ne coordinano le attività, ha saputo riunire sforzi e raccogliere risorse tali da agire efficacemente. Tra gli esempi citati, spiccano le 413 Cooperative che hanno costruito oltre 46.000 alloggi, le Società in Compartecipazione con 400 case, la Città Giardino di Letchworth in rapido sviluppo, la Artisan’s Labourers and General Dwelling’s Company che ha realizzato alloggi per 50.000 persone, tra cui quattro villaggi industriali modello. Un’ampia sezione è dedicata alle Società Cooperative, con l’analisi delle diverse modalità operative praticate: dall'acquisto di case esistenti per conto di soci che poi ne diventano proprietari all'acquisto di terreni per la costruzione di case poi vendute ai soci, dall'acquisto o costruzione di case cedute in affitto ai soci alla cessione a lungo termine di terreni edificabili, fino ai prestiti finanziari ai soci per l’acquisto o la costruzione della propria casa.

E’ descritta in particolare l’azione della Società Cooperativa che sta costruendo il villaggio di Woolwich. Il tipo più richiesto è la casetta monofamiliare di 4 o 5 locali con giardino. Si riporta integralmente un principio del loro statuto: “in nessun caso si deve alienare la proprietà immobiliare; poiché questo sistema ha non poche volte prodotto il passaggio di questa a speculatori privati, i quali si preoccupano solo di ricavare il maggior profitto possibile, aumentando gli affitti, sopprimendo ogni spazio libero, ammucchiando nelle villette uffici, botteghe ed opifici e lasciando che le case, per mancanza di manutenzione, diventassero indecorose ed insalubri”.

Sulla base di questa ed altre esperienze, secondo gli autori, è ormai matura in Inghilterra la convinzione che la strada de perseguire sia quella della costruzione di sobborghi e città giardino “non più fondata su utopistiche visioni, ma sopra sani criteri industriali, pienamente confermati dai risultati”. Il Co-operative Garden City and Suburbs Committee, recentemente costituito, ha proprio lo scopo studiarne e propagandarne la realizzazione. All'iniziativa partecipano anche molte cooperative di consumo.

L’articolo analizza poi le Copartnership Societies, nelle quali la compartecipazione consente la tutela di tutti gli interessi che normalmente sono contrapposti, cioè quelli del capitale, dell’inquilino e della Comunità. Come ciò sia avvenuto, è spiegato attraverso gli esempi della Tenants Co-operators Limited, della Labour Copartnership Association, della Tenant’s Copartnerhip Housing Council. Il loro esempio, pur con le modifiche che l’esperienza ha suggerito, è seguito da decine di altre società che hanno acquistato i terreni o già stanno costruendo. In particolare si evidenzia l’azione delle società di inquilini, che mantengono la proprietà collettiva dei terreni e delle case e riescono a pagare i giusti interessi ai soci che hanno sottoscritto le azioni. Questo è infatti l’approccio che si considera il migliore per realizzare abitazioni dignitose per le classi meno abbienti. La Ealing Tenants Society ha già costruito 950 abitazioni nel suo villaggio giardino, il cui piano urbanistico è opera di R. Unwin. Con 182 soci ha sempre corrisposto il 5% sulle azioni e il 4% sulle obbligazioni e il dividendo distribuito agli inquilini nel 1907 è stato pari al 5% degli affitti. La Hampstead Tenants Society, pur costituita solo pochi mesi fa, ha già costruito 50 abitazioni sui terreni della Hampstead Garden Suburbs Trust Limited che ha in concessione per 99 anni ed altre 300 sono in progetto per i soci in attesa. Anche nel caso di Letchworth, dopo che dal 1903 la First Garden Company Limited ha urbanizzato l’area e venduto lotti a privati, dal 1905, visti i primi tentativi di speculazione da parte degli acquirenti, ha iniziato a cedere in concessione ampi lotti di terreno alla Garden City Tenants Society che ha già costruito oltre 300 abitazioni, assegnandole agli inquilini prima ancora che fossero completate.

Dopo un accenno alla necessità di un collegamento rapido ed efficiente tra la città ed i sobborghi in cui crescono questi nuovi quartieri, che deve essere soddisfatta dal trasporto pubblico, si sottolinea che la tipologia edilizia più adatta è quella delle case di tipo piccolo “isolate o unite in serie, ma sempre sorgenti in mezzo a spazi liberi coltivati a giardino”, come stabilito dal recente congresso di Londra. I limiti che in quella sede si definirono (4000 mq per 12 abitazioni) portano a stimare un fabbisogno di circa 100 mq di terreno per ogni locale di abitazione. Le recenti realizzazioni milanesi registrano invece meno di 20 mq per locale (le case del Comune di via Ripamonti o quelle dell’Umanitaria in via Solari), arrivando solo a 32 mq per locale nel quartiere di via Mac Mahon, dove si realizzarono villini in serie accanto a palazzi di 4 o 5 piani. Dopo aver analizzato i principali aspetti costruttivi delle casette di cui si parla, l’articolo suggerisce alcune modifiche dei regolamenti edilizi che potrebbero favorirne lo sviluppo.

In conclusione ci si augura che l’esempio inglese possa essere seguito, con gli opportuni adattamenti, anche da noi.

Preparando il Milanino - Relazione di un viaggio in Inghilterra

Il Nostro Giornale

159

M.Cattaneo - G.Ferrini

Nov 1908

Il giornale pubblica la proposta di modifica dello statuto che sarà discussa nell’assemblea straordinaria del prossimo 4 dicembre appositamente convocata. Dopo la modifica del 24 maggio 1904, che introduceva tra gli scopi sociali la costruzione di alloggi, e la decisione dell’Assemblea del 28 aprile 1907 che avviava il progetto di costruzione di case per i soci, ora è necessario adeguare lo Statuto alle necessità della nuova impresa. Innanzitutto la durata della Società, da portare a 150 anni. Poi da consentire la possibilità di partecipare a società per l’acquisto e vendita di terreni o di materiali ed attrezzature, la possibilità di emettere obbligazioni, la destinazione fissa degli utili derivanti da case e terreni al fondo di riserva, la partecipazione degli inquilini alla ripartizione degli utili come i consumatori (l’ammontare dell’affitto pagato è considerato come il volume di acquisti effettuati), la estensione dei poteri del consiglio a tutti i compiti necessari per la gestione immobiliare.

Modifica allo Statuto dell’Unione Cooperativa per gestire l’operazione di Milanino

Il Nostro Giornale

159

Nov 1908

In Cronaca : ripetizione della proiezione su Milanino nel Salone del ristorante sociale. Martedì e Sabato alle 21:00. Visto il grande successo della prima edizione e le numerosissime richieste giunte da chi non ha potuto partecipare, la proiezione sarà ripetuta più volte. Questa edizione è arricchita di nuove immagini (sono in tutto 110) e del primo progetto preliminare per il Milanino.

Nuova proiezione sul Milanino

Il Nostro Giornale

160

Dic 1908

Riproduzione di un articolo inviato da Berlino da L. Buffoli e già pubblicato sul Corriere della Sera del 2 Dicembre.

Buffoli racconta con dovizia di cifre e dati dell’esperienza della Beamten Wonhungs-Verein zu Berlin, una società di inquilini sorta nel 1900 tra dipendenti dello stato e del comune per la costruzione di case economiche. Ora conta oltre 11.000 soci ed ha costruito 11 grandi caseggiati e 3 gruppi di casette per un totale di 2000 appartamenti e 10.000 inquilini. Altri fabbricati sono in costruzione su 9 diversi appezzamenti di terreno. Gli inquilini sono sia funzionari di alto grado come magistrati, insegnanti, ufficiali, sia quelli di grado più modesto come impiegati, portalettere e fattorini. Gli appartamenti sono tutti dotati di cucina, bagno con doccia e riscaldamento dell’acqua. Gli affitti sono circa i 70% dei quelli di mercato per soluzioni equivalenti. Il tutto è stato possibile grazie alle facilitazioni al credito che le cooperative ottengono dalla Stato (non son previsti sconti fiscali) ed alla recente legislazione sulle cessione a lungo termine di terreni demaniali.

Quest’ultima opportunità è stata sfruttata per la realizzazione di un villaggio di casette a Dahlem su una superficie di 40.000 mq. Le casette della cooperativa sono attorniate da ville lussuose realizzate da benestanti su terreni acquistati dal demanio. Poco lontano a Zehlendorf ed a Grünevald società immobiliari hanno lottizzato vaste aree di foresta ex-demaniale e stanno sorgendo villaggi-giardino con ville sontuose destinate ai ceti più agiati. Tutte queste località sono subito fuori dalla città e sono raggiungibili con treni frequentissimi in 20-25-30 minuti o, un po’ più lentamente ma più economicamente, con i tram elettrici. “I mezzi di comunicazione aumentano, migliorano e diventano sempre più economici man mano che le campagne si trasformano in centri abitati. Anche questo viaggio mi ha persuaso che al Milanino arride un buon avvenire”.

Case per impiegati a Berlino

Il Nostro Giornale

160

Luigi Buffoli

Dic 1908

Scopo della Società è costruire case a Milanino da affittare ai soci a prezzi equi. Le case devono essere costruite nel rispetto di tutte le normative di igiene e salubrità oltre alle disposizioni dell’Unione Cooperativa per il Milanino. Devono anche soddisfare i requisiti della legge sulle case popolari ed economiche. Gli alloggi saranno assegnati solo in base all'ordine cronologico delle richieste e il canone di affitto sarà determinato nella misura minima possibile includendo solo i costi di gestione e manutenzione ed un interesse massimo del 5% sulle azioni e del 4,5 % sulle obbligazioni. Eventuali utili devono essere ripartiti tra i soci inquilini in proporzione ai canoni pagati. Il contratto di affitto resta valido anche dopo la morte dell’inquilino, a vantaggio dei suoi familiari, e non può essere disdetto dalla Società se non con il consenso dell’interessato. Come in ogni società cooperativa, nelle assemblee ad ogni socio spetta un voto indipendentemente dal numero di azioni possedute.

Secondo Buffoli, la Società degli inquilini avrebbe dovuto essere tra i principali costruttori di tutta Milanino: in questo modo si sarebbero assicurate case dignitose anche ai meno abbienti, contrastando le azioni speculative.

Progetto di statuto della Cooperativa Inquilini di Milanino

Il Nostro Giornale

162-163

Feb-Mar 1909

Il piano regolatore generale del villaggio” di Milanino è redatto dall’Ing. Giannino Ferrini, Capo Divisione dell’Ufficio Tecnico Municipale di Milano, dirigente della Cooperativa “La Casa” e buon conoscitore delle città giardino per averne visitate parecchie. Il piano si sviluppa intorno ad un asse mediano in direzione Nord-Sud, che costituirà “una grande arteria, destinata a passeggio e giardino”. A Sud la stazione Milanino della tramvia per Monza sarà il punto di riferimento principale e le strade sono progettate per facilitare il raggiungimento della stazione tranviaria e di quella delle Ferrovie Nord a Cusano. La mappa mostra per ora solo le strade principali; la rete sarà più fitta per servire anche i piccoli lotti che saranno previsti per essere “accessibili anche a borse limitate, inferiori cioè a 500 mq”. “La disposizione adottata di un grande viale mediano sistemato a giardino, offre un duplice vantaggio. In linea igienica, questa zona centrale di verde, sgombra di abi­tazioni, é di intuitivo, indiscutibile beneficio; mentre, in linea economica, tende a rendere più appetibili gli appezzamenti d'area più lontani; quelli, cioè a cui, senza il provvedimento proposto, si dovrebbe attribuire minor valore”.

Le case devono avere le caratteristiche tipiche dell’edilizia da sobborgo-giardino borghese, improntate “ad un giusto decoro”, al massimo due piani oltre il pieno terra, occupando non più del 40% della superficie del lotto. A strade, piazze, campi da gioco e servizi saranno destinati 250-300 mila mq; sul rimanente milione di mq potranno essere realizzate fino a 2000 case. Nonostante si proponga una città-giardino, gli spazi destinati a parco o giardini pubblici sono solo 39.500 mq, circa il 3% della superficie totale. Il carattere di giardino del nuovo insediamento è quindi affidato in gran parte al verde privato ed alle alberature stradali, previste su “tutte le vie fino a quelle di larghezza di 15 m comprese”.

Il piano urbanistico del Milanino

Il Nostro Giornale

162-163

Feb-Mar 1909

Quasi tutti completati gli acquisti dei terreni, si è definito lo statuto della Cooperativa degli I

nquilini, che costruirà sui terreni concessi dall’Unione Cooperativa, “case comode e salubri, da affittare ai propri soci a prezzi equi, ripartendo fra i soci inquilini il prezzo netto che residuasse annualmente”. L’Ing.Ferrini, “il quale conosce i villaggi giardino dell’Inghilterra, per averne visitati parecchi” ha preparato il piano urbanistico, sviluppato attorno all’asse mediano in direzione Nord-Sud lungo il quale “venne ideata una grande arteria, destinata a passeggio e giardino, la quale verrebbe a collegare l’attuale strada che unisce Cusano e Cinisello e la linea a vapore Milano-Monza-Carate”. Sul viale sorgerà la stazione Milanino di quella linea e tutte le altre strade “verrebbero disposte in modo che il percorso da qualunque punto del futuro Milanino a quella stazione ferroviaria e a quella della Ferrovia Nord a Cusano, sarebbe il più breve possibile …[in modo] da evitare oziosi risvolti e ritorni di direzione per queste due mete principali”. Circa un milione di mq saranno destinati alla edificazione di casette con giardinetto, “il che – per una media già abbastanza elevata di mq 500 per appezzamento – corrisponde a 2000 case”.

I progressi del Milanino

Corriere della Sera

20 Mar 1909

Estratto della relazione di Luigi Buffoli all'assemblea ordinaria dell'Unione Cooperativa.

Dopo la presentazione di risultati principali di un bilancio tutto sommato soddisfacente (l’utile è di oltre 650 mila lire, corrispondente a più del 10% del capitale) ma con una serie di aspetti problematici (diminuita redditività del ramo alimentare, perdite della filiale di Varese e di quella di Berlino, una serie di extracosti conseguenti al crollo occorso nella costruzione della nuova sede e che provocò 13 morti), Buffoli dedica ampio spazio al tema del Milanino. Spiega come purtroppo non sia stato capito lo spirito della nuova Cooperativa Inquilini (furono necessari più incontri per spiegarlo ai soci) e sottolinea con gran forza come sia essenziale il suo sviluppo per il successo del Milanino. I lotti verranno ceduti preferibilmente ai soci ed alle cooperative edilizie, ma anche ai costruttori privati; ciò “affinché sorga sollecitamente un buon numero di casette e subito vi siano tutti i servizi… compreso il miglioramento dei mezzi di comunicazione. … Ma è necessario, è indispensabile impedire che i costruttori ed i soci stessi possano speculare sulla cessione delle case e degli affitti”. Con la Società degli Inquilini le case sono di comproprietà di tutti gli abitanti, invece di essere ciascuna di una famiglia; tutti hanno interesse che siano ben tenute ed ogni famiglia può facilmente cambiare alloggio quando cambiano le sue esigenze. Eventuali aumenti degli affitti saranno determinati solo dalle spese di manutenzione in modo che gli inquilini “godranno il vantaggio che deriva ai proprietari, senza subirne le noie, causate dal dover provvedere alla manutenzione o altro”. La convenienza è grande anche per i soci che non vi andranno ad abitare, innanzitutto perché contribuiranno a calmierare il mercato degli affitti e poi perché avranno comunque il loro interesse sul capitale, che magari non sarà subito del 5% ma che nel tempo crescerà, come dimostrano la solidità sul lungo periodo degli investimenti immobiliari ed analoghe esperienze all'estero.

Il Milanino all'assemblea dell'Unione Cooperativa

Il Nostro Giornale

164

Luigi Buffoli

Apr 1909

Insieme a numerose autorità, anche Buffoli partecipa ad una visita pubblicitaria, promossa dall’unione Italiana Cementi, ad alcuni cantieri dove si utilizzano i blocchetti cavi di calcestruzzo, inventati dal capomastro Elia Bianchi. “Lo scopo che con l’invenzione si vuole raggiungere è, oltreché un risparmio di spesa – che è sensibilissimo la dove la sabbia è a portata di mano – una grande rapidità costruttiva”.

Una novità alla quale Buffoli pare molto interessato.

Il problema delle costruzioni

Corriere della Sera

17 Apr 1909

Riprendendo uno studio pubblicato su Il Monitore Tecnico, l’articolo commenta le statistiche degli ultimi anni relative all’incremento della popolazione in città ed alla costruzione di nuovi alloggi. In generale si rileva che “l’iniziativa privata risponde ai bisogni man mano che si determinano”, ma non in misura sufficiente. Per cui “si è in arretrato di costruzioni, cui si deve provvedere, sia per soddisfare la richiesta, sia per ridurre al giusto valore gli affitti delle case vecchie, che fanno spesso pagare troppo, in rapporto alle comodità che offrono. A ciò potrà giovare l’ente autonomo…”. Ricordiamo che nel maggio 1908 il Comune di Milano aveva fondato l’ICP, Istituto per le Case Popolari.

La questione degli alloggi

Corriere della Sera

17 Apr 1909

Alessandro Schiavi inizia ricordando che già all’inizio e a metà dell’800 Milano soffrì una grave crisi di alloggi. Più in generale in passato le oscillazioni della popolazione in città sono state spesso molto alte. Nell’ultimo ventennio “la città piovra ha esercitato il suo fascino di attrazione” a causa dello sviluppo industriale e grazie alla facilità di trasporto che agevola l’accesso alle scuole e alle possibilità di affari e di svago. Riprendendo alcuni dati della inchiesta del 1905 del comune di Milano, pur senza citarla, conclude che “appare evidente che la popolazione di Milano, quella operaia e piccolo borghese soprattutto, é alloggiata in condizioni di assoluto disagio, incompatibili con le esigenze della più elementare igiene”. Diretta è la correlazione tra l’affollamento eccessivo e la mortalità infantile e quella generale. Il Comune e l’Umanitaria stanno costruendo case nuove “dotate di acquaio, latrina, scarico delle immondizie in locale separato, con abbondanza di luce, di aria e di acqua”. Ma il bisogno costringe ancora troppi a vivere nei “tetri covili, nell’aria mefitica e nel tanfo che vi incombe per mancanza di ventilazione, malsani e malaticci [così che]  conservano nel volto un’impronta, una tinta giallognola particolare a tutti gli individui costretti a vivere nella penombra” come già descritto da un autore quasi trenta anni fa. Dall’inizio del secolo l’industria edilizia non è in grado di soddisfare il bisogno di case continuamente crescente, soprattutto nel settore di quelle più economiche da 1 a 3 locali. Ecco perché aumentano gli affitti. E allora, che fare? “Costruire e tornare ai campi”. Nel comune di Milano ci sono ben 44 milioni di mq di aree fabbricabili, di cui 750.000 di proprietà comunale. Si potrebbe rapidamente raddoppiare il numero delle case disponibili. E nei dintorni, subito fuori, vasti terreni “per la facilità di impiantare rapidi mezzi di comunicazione e trasporto, possono ospitare altrettante città a giardini in cui caro prezzo e mortalità possono essere dimezzati come nei giardini inglesi”. Ma allora perché non si costruisce? “Caro lettore, per una discussione economica e anche un po’ politica” non è questa la sede".

L’articolo, sorprendentemente moderno, è corredato da moltissime immagini per rappresentare graficamente i dati via via citati. Una mappa della collocazione di Milanino rispetto a Milano illustra la citazione della città giardino come soluzione del problema.

Perché rincarano gli affitti

La Lettura

Alessandro Schiavi

Mag 1909

Promossa dalla Cooperativa Case e Alloggi, nella sede della Associazione Generale degli Impiegati Civili, in una riunione degli amministratori delle Società Edilizie e studiosi della materia si discute su come “coordinare la loro opera a contribuire alla soluzione del problema della casa”. Dopo una relazione introduttiva dell’avv. Gasparotto (Cooperativa Case e Alloggi), si susseguono gli interventi. C’è anche la proposta di associare le cooperative all’ente municipale per le case popolari. Buffoli chiede a tutti di venire a costruire al Milanino. Alla fine si approva un ordine del giorno che prevede la costituzione di una commissione per lo studio di “un programma, che mentre assicuri la più ampia autonomia alle singole iniziative, colleghi le forze a conseguire gli scopi comuni”.

Buffoli e il Milanino al convegno delle Società Edilizie

Corriere della Sera

5 Mag 1909

Invito a sottoscrivere le azioni della Cooperativa Inquilini di Milanino.

Un’azione da L. 100 può essere pagata anche a rate non inferiori a L. 5 in 3 anni.

Elenco dei primi 200 sottoscrittori per 834 azioni.

Invito a sottoscrivere per la Cooperativa Inquilini di Milanino - primo elenco sottoscrittori

Il Nostro Giornale

167-168

Lug-Ago 1909

Costituita il 21 maggio 1909, il 6 luglio tiene la prima seduta del Consiglio di Amministrazione che assegna gli incarichi sociali. L. Buffoli accetta la presidenza, dato che per ora, è fondamentale l’attività di propaganda e promozione, che già lui svolge per il Milanino. Vicepresidente è nominato l’Ing. Giannino Ferrini ed alla segreteria l’Avv. Mario Cattaneo, che hanno studiato a fondo il tema della compartecipazione come realizzato in Inghilterra (vedi relazione pubblicata sul numero di Novembre 2008 del Il Nostro Giornale). Il primo obiettivo sul quale la cooperativa si muoverà è l’acquisizione della prima area di 200 mila mq sulla quale costruire le prime casette, non appena la lottizzazione sarà completata ed i servizi essenziali resi disponibili da parte dell’Unione Cooperativa.

La Cooperativa Inquilini di Milanino

Il Nostro Giornale

167-168

Lug-Ago 1909

Luigi Buffoli e Mario Cattaneo parteciperanno dal 3 agosto prossimo al Congresso sui Piani Regolatori di Londra (in realtà è a Liverpool, NdR). Illustreranno ai convenuti il piano per il Milanino, studiato dall’Ing. Ferrini “secondo i concetti delle città giardino”. Sono anche previste visite ai villaggi giardino nei dintorni di Manchester  e di Liverpool.

Buffoli e il Milanino al congresso Londra sui piani regolatori

Corriere della Sera

26 Lug 1909

Luigi Buffoli presenta al consiglio comunale di Cusano sul Seveso il progetto dell’Unione Cooperativa per il Milanino, chiedendone l’approvazione. “…in conseguenza dell’aumentare rapidissimo della popolazione milanese … l’industria edilizia privata si dimostrò incapace a soddisfare convenientemente alla grande richiesta di abitazioni, specialmente per le classi meno agiate, e la cittadinanza cominciò a soffrire acerbamente per la penuria di alloggi sani ed economici; l’Unione Cooperativa ritenne fosse giunto il momento … di provvedere anche alle abitazioni dei propri soci”.

Gli studi eseguiti “persuasero di provvedere alle necessità della numerosa classe di impiegati, piccoli professionisti esercenti che costituiscono la maggioranza dei soci dell’Unione Cooperativa … [e] conclusero della opportunità di preferire la forma tutta moderna delle città-giardino. … Nessuno infatti può mettere in dubbio che l’idea di abbandonare il sistema dei grandi casamenti, ove gli abitanti si trovano agglomerati e costretti ad una convivenza, non sempre gradita, in ambienti piccoli, con deficienza d’aria e di luce e privi di quegli abbellimenti che offre la natura, per costruire invece quartieri ricchi di verde, con grandi spazi aperti ove gli alloggi siano distribuiti in piccole case, ciascuna fornita di giardinetto ed orto e di tutti i servizi necessari, risponda ai più elevati concetti d’igiene, di moralità e di decoro”.

Sull’esempio delle nazioni estere, l’Unione Cooperativa intende provvedere alla sistemazione dell’area, secondo un piano regolatore, ed a tutti i servizi pubblici, come l’acqua potabile, le fognature, l’illuminazione, ecc… lasciando invece il compito di provvedere alla fabbricazione, sia ad una speciale Società di Inquilini, da essa creata, sia a quelle qualsiasi società edilizie o a quei privati che vorranno acquistare i lotti di terreno, resi fabbricabili, per costruirvi le case”.

Per i servizi (strade, verde, ecc…) si utilizzerà circa un terzo dell’area, sul resto sono previste circa 2000 casette, che tutti potranno costruire. Però “allo scopo di evitare che la speculazione entrasse a pregiudicare l’esatta attuazione dell’idea accolta, ho provveduto alla compilazione di apposite norme edilizie, alle quali si intende subordinare la cessione di lotti fabbricabili, onde impedire che si fabbrichino case non rispondenti ai concetti ed alle caratteristiche della città giardino”.

La strada per Cinisello [NdR l’attuale via Cooperazione] verrà allargata da 8 a 12 m, rettificata e dotata di marciapiedi rialzati e alberati da 4 m ciascuno. Buffoli si augura che tale miglioramento venga realizzato dal comune anche nel tratto di imbocco alla Provinciale che non rientra nel Milanino e, in seguito, nel tratto verso Cinisello.

Il progetto del Milanino al Consiglio Comunale di Cusano sul Seveso

31 Lug 1909

Documento allegato alla relazione presentata da Luigi Buffoli al Consiglio Comunale di Cusano per il progetto del Milanino.

Qui è riprodotta la trascrizione pubblicata a pag 125 del libro Boriani, Bortolotto - Origini e Sviluppo di una Città Giardino. L’esperienza del Milanino – Guerini e Associati, 1991

Le norme edilizie per il Milanino

31 Lug 1909

Tipo dimostrativo allegato alla presentazione del Milanino al Consiglio Comunale di Cusano.

La relazione spiega che la fognatura del Milanino smaltirà direttamente nel Seveso le acque bianche e quelle nere solo dopo depurazione biologica. Sono previsti due collettori principali, uno nella sede della strada Cusano-Cinisello, il secondo lungo la tramvia da Cusano a Monza [NdR l’attuale via Unione]. Entrambi si immettono “nell’attuale cavetto comunale che sbocca all’aperto in Seveso dall’incontro con la strada Comunale di S. Giacomo”.

Lo scarico della fognatura del Milanino

31 Lug 1909

Invito a sottoscrivere le azioni della Cooperativa Inquilini.

Ai soci fondatori verrà donata una medaglia d’argento (d’oro pagando una differenza) in due taglie, a seconda del numero di azioni sottoscritte.

Segue un secondo elenco dei sottoscrittori.

Nell'auspicare che la medaglia proposta contribuisca significativamente alla raccolta del capitale necessario per lo scopo sociale, si ricorda come la medaglia dell’Unione Cooperativa coniata nel 1903, per aiutare il grande investimento necessario per l’acquisto di Palazzo Turati, abbia facilitato la crescita del capitale da L. 1.700.000 (e c’erano voluti ben sedici anni) a 6 milioni (8 con le riserve) in soli 7 anni. “Abbiamo dunque la speranza che ogni socio dell’ U.C. sentirà la lodevole ambizione di essere un fondatore del Milanino e di portarne la medaglia a scopo di propaganda, per avere così occasione di parlare del Milanino stesso e di aumentarne sempre di più il numero dei soci.”

Invito a sottoscrivere per la Cooperativa Inquilini di Milanino - Secondo elenco sottoscrittori

Il Nostro Giornale

169

Set 1909

Luigi Buffoli, che ha partecipato al congresso di Liverpool sui piani regolatori insieme a Cattaneo, dopo aver ammesso di aver potuto vedere, più che sentire, per la sua non comprensione dell’inglese, riferisce su quanto ha potuto apprendere circa la Cooperazione in Inghilterra, ma non solo. E’ questo il suo terzo viaggio in Inghilterra, dopo quello del 1889 e quello del 1907.

Durante una cena a Londra, ebbe una conversazione con Beaujean, direttore della Cassa di Risparmio Belga, che in dieci anni ha finanziato la costruzione di 42.600 casette operaie, dal costo tra le 4 e le 5 mila lire, cedute in ammortamento con l’anticipo di un decimo del valore e l’assicurazione sulla vita dell’operaio. In Italia, purtroppo, la legge che consente alle casse di risparmio il finanziamento della costruzione di case popolari, è troppo recente (1908) di modo che un capitale di oltre 172 milioni della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, disponibile per mutui, è di fatto ancora inutilizzato.

A Manchester Buffoli ha visitato alcuni dei circa 70 stabilimenti di produzione (quello dei saponi, quello delle candele e quello dei dolci, biscotti e caramelle) della Wholesale Cooperative Society che rifornisce le 1200 cooperative sue associate. Degli oltre 623 milioni di merci fornite nel 1908, solo circa il 40% fu acquistato, mentre la maggior parte fu prodotto nelle sue fabbriche o coltivato nei possedimenti sociali. Come già 1889, Buffoli è di nuovo impressionato dalla visita ai magazzini sociali principali a Manchester: “là si vede tutto quanto necessario alla famiglia, sia essa modesta, benestante o ricca, perché la cooperazione inglese non fa distinzione di classi”. Circa l’applicabilità in Italia di tale modello, Buffoli conferma i suoi dubbi, già espressi allora, per il magazzino all'ingrosso, a causa della grandissima varietà di prodotti alimentari che noi, contrariamente agli inglesi, amiamo. Qualche possibilità ci sarebbe per alcune fabbriche di produzione, per le quali però è necessario che molte cooperative aderiscano e soprattutto ne finanzino il capitale. Questo è purtroppo difficile per la divisione delle cooperative italiane e soprattutto per i loro capitali molto limitati. Soprattutto in Italia sono eccessivi i tempi di pagamento.

La Wholesale pur con l’enorme volume di merci fornite, ha crediti verso i soci equivalenti alle forniture di soli 9 giorni. L’Unione Cooperativa, nella sua limitata funzione di magazzino all’ingrosso, nel primo semestre di quest’anno ha fornito ad altre Cooperative merci per L. 110 mila con una esposizione media di 57 giorni.

Le Cooperative inglesi hanno saputo dotarsi di un capitale robusto, secondo gli insegnamenti di Holyoake “i giganti del capitale ci stanno sopra e noi non possiamo combatterli se non mettendo il capitale nelle mani degli uomini del lavoro. Senza il capitale, il lavoro è sterile”. La quota media di capitale per ogni socio nelle diverse cooperative è di ben L. 350 in Inghilterra, mentre in Italia predomina ancora l’impostazione della cooperazione operaia che prevede per ciascun socio una sola azione da 10 (o magari da 5) lire.

Buffoli conclude raccontando della piacevole visita a Mr. Gray, segretario generale della Co-operative Union, corrispondente alla Lega Nazionale delle Cooperative in Italia “… mentre traevo consigli e le più recenti notizie sul meraviglioso sviluppo della cooperazione inglese … avrei amato avere con me molti altri italiani, specialmente di quelli che esercitano grande influenza sulle masse dei lavoratori nostri, fra i quali la cooperazione, produttrice di benefici reali e sensibili, non è ancora penetrata”.

Alla fonte della Cooperazione

Il Nostro Giornale

169

Luigi Buffoli

Set 1909

Congresso a Liverpool sui piani regolatori. (Town Planning Congress, organizzato dal Housing Reform Council, Port Sunlight - Liverpool, agosto 1909). Relazione a firma dell’avv. Mario Cattaneo.

In Inghilterra il movimento di idee e di proposte circa i piani regolatori è fin dall'inizio intimamente legato al problema del miglioramento delle abitazioni delle classi povere. Il recente progetto di legge per i piani regolatori è infatti presentato come variante della legge per le case popolari, The Housing of the Working Class Act. Interessante la definizione di piano regolatore dichiarata fin dall'inizio dei lavori dal presidente del Congresso: “esso non deve consistere soltanto in un sistema di linee più o meno tecnicamente perfetto, lungo le quali debba svolgersi la fabbricazione, onde assicurare il procedere ordinato e in accordo con le esigenze della viabilità, ma bensì un insieme di norme regolamentari che contengano ed applichino tutti quei principi artistici, morali e sociali che soli possono assicurare alla popolazione, e specialmente alle classi povere, condizioni più convenienti di vita”. Un passaggio di un intervento: “colle norme regolatrici dell’estendersi della città si deve innanzitutto mirare a consentire alla parte più numerosa della popolazione di trovare dimore sane, economiche e modestamente decorose. E’ dovere dei governi, delle municipalità, degli enti pubblici e di quanti godono di autorità e di poteri in questo campo, di dare a quei cittadini che, in proporzione al proprio reddito, sopportano la più gran parte degli oneri dello stato, la possibilità di procurarsi una dimora dove la vita della famiglia si svolga tranquilla e lontana dalle malattie e dal vizio”.

Uno degli elementi essenziali di qualsiasi piano regolatore deve essere “la limitazione del numero di abitazioni in relazione all'area, in modo da favorire il mantenersi ed il diffondersi della casa piccola con giardino”. Sulla base degli ottimi risultati già dimostrati in pratica da quanto già realizzato in Inghilterra (Southport, la città villeggiatura dell’Inghilterra centrale, Earswick, Port Sunlight, Bourneville, il villaggio minerario di Woodlands, la città giardino di Letchworth, i sobborghi giardino di Hampstead e di Ealing), tale rapporto si può determinare in non più di 12 abitazioni per acro (4000 mq), cioè circa 80 mq di area per locale. Da evitare assolutamente l’esempio negativo della Germania, che con l’imporre larghezze elevate anche per strade di basso transito (trenta, quaranta, cinquanta metri) di fatto ha bloccato l’azione dei comuni tesa a rendere fabbricabili nuove aree a causa del costo eccessivo, ha fatto crescere all'inverosimile il valore delle aree lungo le strade aperte e di conseguenza ha favorito l’erezione di grandi caseggiati. Altri interventi sottolineano come la norma di un basso rapporto edificato/superficie possa essere difficilmente attuata dai municipi per evidenti ragioni politiche (scontenterebbe troppi elettori) mentre può essere efficacemente praticata da società private che possono mantenere vaste aree in capo ad un’unica proprietà e realizzare un unico progetto. Questo è quello che è successo in tutti gli esempi inglesi citati sopra (con la sola eccezione di Port Sunlight, caso difficilmente ripetibile di un’intesa tra tutti i proprietari) e quello che sta succedendo per il Milanino, il cui progetto prevede ben 85 mq. di area per locale ed il rispetto di tutte le prescrizioni tecniche dei villaggi inglesi, “sicché non ci si potrà accusare di ottimismo se noi esprimiamo la piena fiducia che quegli stessi risultati fisici, morali ed economici che si ottengono in Inghilterra, saranno da noi pure ottenuti”.

Il Congresso di Liverpool sui Piani Regolatori

Il Nostro Giornale

169

Mario Cattaneo

Set 1909

Il 22 settembre la Cooperativa Case ed Alloggi ha inaugurato il primo gruppo di casette, sia indipendenti che a schiera, costruite in località “le Vallette” fuori di Porta Venezia (in realtà è in Via Vallazze, nei pressi del rondò di Loreto). Le casette sono di 6, 7, fino a 10 locali, dotate di ogni confort moderno e costituiscono il primo nucleo del villaggio giardino che la Società intende costruire. I prezzi variano da L. 25.000 a 28.000 ed i soci le acquistano in ammortamento su 25 anni.

Auguri “alla ardimentosa consorella per la nuova sua impresa”.

L’articolo indica, erroneamente, che il terreno fu in parte ceduto gratuitamente dal Comune di Milano.

Inaugurato il primo quartiere giardino della Cooperativa Case e Alloggi

Il Nostro Giornale

170

Ott 1909

Ripreso dalla Revue Syndicaliste et Coopérative, si riproduce un capitolo sull'argomento tratto da un libro del Prof. F. Staudinger, eminente economista e convinto propagatore dell’ideale cooperativo in Germania.

Il valore di un capitale, in particolare dei titoli azionari scambiati in borsa, non è mai assoluto ma dipende dalla capacità di generare una rendita, quindi dal lavoro altrui. Da qui il dominio del capitale sul lavoro con gli uomini che diventano solo un mezzo per l’uso del capitale. L’azienda cooperativa invece, pur essendo per molti versi un’impresa come le altre, avvantaggia sia i suoi soci ma anche tutta la collettività, dato che tutti possono farne parte. Nell'impresa capitalista il maggior valore derivante dal lavoro è trattenuto dal capitale, mentre nella cooperativa esso è a vantaggio degli “uomini liberi e uguali, che si associano in una medesima e universale famiglia, provvedono da loro stessi ai propri bisogni e segnano liberamente i confini dei loro diritti e doveri, secondo i dettami della vera giustizia”. Quindi non deve essere scandaloso parlare di capitale e utili anche nelle cooperative, anche se “a certi cooperatori riesce difficilissimo lo sbarazzarsi della fantasmagoria che li possiede e rendersi esatto conto del carattere essenzialmente diverso che il capitale assume nel movimento cooperativo”.

Cooperazione e Capitalismo

Il Nostro Giornale

170

F. Stautinger

Ott 1909

Prima parte di un lungo saggio del dott. Hans Muller, la cui pubblicazione in Svizzera ha suscitato molte polemiche tra i cooperatori socialisti italiani, senza che l’opera venisse presentata in italiano.

La teoria della lotta di classe e la neutralità della cooperazione di consumo

Il Nostro Giornale

170

Hans Muller

Ott 1909

Esce il primo numero di una nuova rivista mensile, con un programma molto chiaro: "Incoraggiare con la propaganda economico-sociale, col documento illustrativo, con lo studio tecnico, il movimento per le case popolari, che in Italia accenna ad un vigoroso risveglio … La tendenza incoraggiata e sostenuta dai redattori è quella di progettare città-giardino composte da villini isolati per famiglie, al posto dei grandi alveari umani accumulatori inesauribili di miseria e di corruzione". La rivista fornisce notizie sulle esperienze straniere e sulla legislazione in materia, propone progetti per case operaie o economiche, villaggi, quartieri per impiegati e professionisti, edilizia scolastica, edilizia industriale e sistemazioni urbanistiche.

Uscirà soltanto per un anno.

Il programma della Rivista

Case Popolari e Città Giardino

1

Ott 1901

L’ing. Giuseppe Ciceri, su incarico del sindaco di Cusano, Cav. Adolfo Ferrari, presenta una perizia tecnica che approva il piano dell’Unione Cooperativa. “Il progetto del grande villaggio-giardino è veramente grandioso ed encomiabile sotto ogni aspetto…dal comune di Cusano è da accogliersi con speciale benevolenza…”.

La perizia di valutazione del Milanino

23 Ott 1909

Vedi la delibera del Consiglio Comunale.

Il Consiglio Comunale approva il progetto del Milanino

24 Ott 1909

Sul secondo numero della rivista un ampio articolo, a firma di Mario Cattaneo, illustra il progetto del Milanino. L’articolo ripropone i temi di base della proposta del Milanino: la soluzione della casetta nel verde come la migliore per il benessere della famiglia, le difficili condizioni di vita in città, le esperienze di successo all’estero. L’area scelta, dopo attente analisi, è l’ideale sia dal punto di vista igienico che dal punto di vista economico, edilizio, della fabbricabilità, della facilità di collegamento con la città, della costruzione di servizi come la fognatura. L’Unione Cooperativa provvede alla urbanizzazione lasciando l’edificazione delle case sia ad una Cooperativa Inquilini sia a Società Edilizie o privati. Per il resto l’articolo traccia le linee fondamentali del progetto già approvato dal Comune, dando enfasi alle norme edilizie finalizzate “ad evitare che la speculazione entrasse a pregiudicare la esatta attuazione del progetto”.

Il Milanino

Case Popolari e Città Giardino

2

Mario Cattaneo

Nov 1909

Milanino – propaganda pei villaggi giardino e sobborghi in Italia il titolo che campeggia  a tutta pagina.  4 facciate in grande formato (cm 40 x 60 circa) con un unico lungo articolo a firma Luigi Buffoli che presenta la summa di quanto è stato pubblicato al momento sul tema.

Buffoli inizia ricordando che nell’aprile 1907, per festeggiare degnamente il primo ventennio di successi dell’Unione Cooperativa, il consiglio direttivo decise di attuare una delle previsioni dello statuto finora trascurate, quella cioè di fornire a soci e non soci anche l’abitazione. Le conclusioni del congresso di Londra di quell'estate furono unanimi: l’unica soluzione “nel senso morale, igienico, economico” è quella dei villaggi fuori città dove i terreni costano meno.

Nell’occasione si visitò quanto già realizzato. A partire dalle Rowton Houses per uomini soli, sul cui esempio a Milano l’Unione Cooperativa costruì ‘Albergo Popolare e il Dormitorio Popolare, il cui successo dopo dieci anni è innegabile. Poi la Garden City di Letchworth a 56 km da Londra (dal 1903 già si costruirono 1200 casette), destinata ad attrarre abitanti fuori dalla città troppo affollata. Nel nuovo sobborgo di Sheffield, in costruzione fuori dalla città “affumicata dalle innumerevoli fabbriche di rasoi, temperini e forbici”, si visitò l’esposizione delle prime 42 casette modello, con alloggi singoli riuniti in gruppi di 2, 3 o 4.

A Port Sunlight il villaggio giardino realizzato dalla fabbrica di saponi Lever dimostra con le sue sorprendenti statistiche sulla mortalità e morbilità la superiorità in termini igienici degli spazi liberi e delle abitazioni disseminate. “Diligenti studi [mostrano che] i figli degli operai di Port Sunlight raggiungono, a eguale età, maggior altezza e maggior peso dei figli delle classi ricche abitanti nelle città”.

Le casette inglesi, invidiabili per la pulitezza e l’eleganza, oltre che molto economiche come costruzione e quindi come pigioni, da noi non vanno bene perché troppo piccole e dai muri troppo sottili: non hanno bisogno di difendersi dal caldo e per il freddo hanno il carbone che costa pochissimo. Invidiabile e senz’altro da imitare il fatto che “ognuna costituisce un solo alloggio, cioè un nido dove la famiglia vive igienicamente e moralmente meglio che nei grandi caseggiati”.

Un altro mirabile esempio di villaggio giardino si trova a Bourneville, fuori Birmingham. Costruito da George Cadbury per gli operai della sua fabbrica di cioccolato, “è in una situazione ondulata, ricca di alberi secolari ove si gode la tranquillità, la purezza dell’aria, la visione di fiori il senso di benessere e il riposo che prolungano la vita, preservandola dai pericoli che corre quando la si passa costantemente ove ferve il movimento, ove l’aria è impregnata di miasmi, ove la vista è chiusa fra i muri, ove i sensi provano affanno e ove il lavoro logora”.

Sulla base degli esempi inglesi, il consiglio e l’assemblea dei soci approvarono il progetto di massima per sobborgo giardino. La scelta dei terreni da acquistare richiese quasi un anno (fuori città ma non troppo, prezzo accessibile, disponibilità di almeno un milione di mq). Nel frattempo, in un secondo viaggio di studio in Inghilterra da parte di Ferrini e Cattaneo, si analizzò il caso dei sobborghi di Hampstead e di Ealing, villaggi giardino destinati prevalentemente alla piccola borghesia. Buffoli e Cattaneo tornarono di nuovo a Londra per un altro congresso e visitarono i villaggi di Woodlands e di Earswick presso York. In ogni occasione si ribadisce come la chiave del successo di queste iniziative sia la disponibilità di trasporti rapidi ed economici da/per la città. Buffoli riproduce una larga parte dell’intervento dell’arch. Augustin Rey di Parigi a quest’ultimo congresso, nel quale si vuole scongiurare il pericolo della “americanizzazione delle città, tendenza che le città continentali si affrettano a seguire” con la costruzione di grandi casamenti a discapito della “piccola casa, della casetta per un’unica famiglia, il nido famigliare, la cara dimora ove i bimbi nascono e crescono”. La relazione è poi un inno al ritorno alla terra, al giardino, ai fiori, alle piante, alla natura, che sola consente una vita sana e dignitosa, che sola può darci “la salute, la gioia, la felicità … nel giardino il fanciullo cresce forte, l’uomo trova il riposo, la massaia i prodotti che l’aiuteranno nella domestica economia e perciò è necessario portare quanto più è dato della vita di campagna presso la città”.

Anche in Germania si stanno diffondendo i villaggi-giardino. Per limitarsi a quelli da lui visitati, Buffoli cita Zehlendorf, Grunewald, Dahalem. Parla di Essen, il villaggio della Krupp, che donò all’Unione cooperativa tre volumi con i modelli delle case. Amburgo e Francoforte sono quotidianamente raggiunte da decine di migliaia di pendolari che vivono fuori città. Analoghe iniziative sorgono in Francia e in Belgio.

Per il Milanino alla fine si scelsero i terreni di Cusano Sul Seveso, a 10 km da Piazza del Duomo. “La località è salubre e bella … l’acqua è buona e buona è anche la terra per la coltivazione, cioè pei giardini e gli orti che saranno annessi a ciascuna abitazione e potranno dare i vantaggi economici, igienici e morali … La brava massaia, che consideri quanto possa convenire l’avere frutta, verdura, polli e uova fresche a buon mercato, certamente andrà volentieri a Milanino”. Per il collegamento con la città, oggi inadeguato, è già pronto il progetto per una ferrovia elettrica sospesa in grado di correre a 120 km l’ora, che raggiungerà il centro in 5 o 6 minuti. Nell’attesa, la società inglese che gestisce il servizio a vapore da Porta Volta a Desio e a Monza ha già messo in servizio “una macchina nuova e forte denominata Milanino”. Per render economica la costruzione, si sta valutando la proposta di Edison, da New York, che prevede la posa di forme in ferro entro le quali in 12 ore si cola l’impasto di sabbia, ghiaia e cemento. Dopo 6 giorni si tolgono le armature e dopo altri 6 giorni la casa sarà abitabile. A Milano già si realizzarono alcuni edifici con blocchetti di cemento cavi, il metodo del capomastro Bianchi, che valuta nel 20% il risparmio rispetto ai metodi di costruzione tradizionali.

Il piano regolatore del Milanino, redatto dall’Ing. Ferrini, responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di Milano, prevede circa 300-350 mila mq di strade, piazze, giardini e campi da gioco pubblici, lasciando quasi un milione di mq per le abitazioni, che, considerando una media di 500 mq per lotto, si stimano in 2000 casette. “La popolazione alla quale si vorrebbe che il villaggio fosse particolarmente destinato, sarebbe quella costituita dalla classe media – impiegati, professionisti ed affini – poiché alla classe operaia sono e saranno particolarmente destinati i grandi quartieri dell’Ente Autonomo, dell’Umanitaria e di altre istituzioni; però anche gli operai, come i benestanti, nel Milanino saranno accolti ben volentieri”.

Milanino si farà “è ormai certo”. Non si sono ancora fissati i prezzi di vendita dei lotti (si raccolgono prenotazioni) perché sono ancora in corso di definizione i costi dei servizi che l’Unione Cooperativa realizzerà. Due obblighi sono però già definiti: che si provveda alla costruzione entro un dato tempo dall'acquisto e che la casa non occupi più di 1/3 del lotto destinando il resto a orti e giardini. L’Unione Cooperativa cederà i terreni sia “a pronti che in ammortamento” a privati e a società cooperative ma “per impedire la speculazione nella rivendita e negli affitti delle case, la maggior parte del territorio sarà data alla Cooperativa degli Inquilini di Milanino destinata a funzionare come calmiere dei prezzi delle pigioni… la Cooperativa fonderà un quartiere le cui case saranno di comproprietà di tutti gli abitanti”.

Sottoscrivere le azioni di questa cooperativa, anche per chi non ha l’intenzione di venire ad abitare a Milanino, non sarà una speculazione redditizia ma certo un buon affare dato che “l’impiego di capitali negli stabili è sempre stato e sempre sarà il meno aleatorio, il più sicuro”.

Anche altre città italiane potrebbero trarre vantaggio dalla fondazione di sobborghi-giardino. Roma innanzitutto, dove il problema dell’abitazione è drammatico, con la gente che sfrattata dagli edifici cadenti da demolire è costretta a vivere nelle grotte delle antiche mura. La Cooperativa Case e Alloggi ha già iniziato a costruire alcuni villini, ma non basta. A Brescia si sta pensando ad un villaggio “da fondarsi lungo una delle linee tramviarie elettriche provinciali già funzionanti”.

Completano il giornale l’elegante fac-simile del titolo azionario della Cooperativa Inquilini di Milanino, un articolo sul magazzino dell’Unione Cooperativa che compete alla pari con i migliori grandi magazzini delle capitali europee, Londra, Parigi, Berlino, l’invito ad associarsi all’Unione Cooperativa, la pubblicità per l’Albergo Popolare e per il Ristorante dell’Unione Cooperativa.

Il problema della casa e il contributo dell'Unione Cooperativa di Milano per risolverlo

Milanino

num. unico

Luigi Buffoli

Nov 1909

L’Unione Cooperativa ha preso pieno possesso dei 1.300.000 mq di terreno acquistati a Cusano per il Milanino.

​I terreni per il Milanino.

Corriere della Sera

20 Nov 1909

A seguito di una precisazione della Cooperativa Case ed Alloggi, si rettifica l’informazione fornita nel numero precedente circa la modalità di acquisizione del terreno: non fu ceduto in parte gratuitamente dal Comune, ma acquistato a prezzi di mercato. Viene fatto notare che il prezzo al metro fu circa il triplo di quello pagato dalla Società Umanitaria per il suo secondo quartiere lì vicino.

Precisazioni della Cooperativa Case e Alloggi

Il Nostro Giornale

171

Dic 1909

Seconda parte del saggio del dott. Muller.

La teoria della lotta di classe e la neutralità della cooperazione di consumo

Il Nostro Giornale

171

Hans Muller

Dic 1909

Invito a sottoscrivere le azioni della Cooperativa Inquilini.

Terzo elenco dei sottoscrittori.

Invito a sottoscrivere per la Cooperativa Inquilini di Milanino - Terzo elenco sottoscrittori

Il Nostro Giornale

171

Dic 1909

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