La Fondazione (1910)

Il congresso, organizzato dalla Lega delle Cooperative e dalla Federazione delle Mutue, si svolgerà sulla base di un questionario diffuso lo scorso novembre tra tutte le società, cooperative ed enti attivi in Italia sull’argomento. Le aree tematiche di interesse sono come facilitare il credito, quali agevolazioni fiscali sono desiderate, quali difficoltà pratiche si incontrano nella applicazione della legge. È pubblicata un’ampia sintesi delle opinioni raccolte, redatta dall’avv. Mario Cattaneo, che qui è qualificato come funzionario dell’Ente Municipale per le Case Popolari, ma sappiamo essere un amico e stretto collaboratore di Buffoli, consigliere sia dell’Unione Cooperativa che della Cooperativa Inquilini. Il Cattaneo viene chiamato a far parte del comitato organizzatore del congresso, in cui troviamo, manco a dirlo, anche Luigi Buffoli.

In preparazione del Congresso per la case popolari di Milano

La Cooperazione Italiana

1 Gen 1910

Inizio dei lavori di lottizzazione a Milanino. Ricevuti finalmente in consegna i terreni, si è iniziato con i primi abbattimenti di gelsi ed i primi picchetti a tracciare linee e confini. A brevissimo sarà pubblicato il piano di lottizzazione, così gli interessati potranno finalmente scegliere il loro lotto.

Quarto elenco dei sottoscrittori della Cooperativa Inquilini (877 soci per 2809 azioni).

Milanino al via la lottizzazione

Il Nostro Giornale

172

Gen 1910

Il numero esce in ritardo (un’uscita unica per Febbraio e Marzo) per pubblicare il piano di frazionamento del primo lotto dal quale si iniziaerà l’ urbanizzazione “… e il vederne riprodotto il disegno sarà utile ai molti che già inseguono, con la mente e col cuore, il bel sogno di una casetta tutta linda e soleggiata, tra il profumar di un gaio giardinetto e il verzicare dell’orto…”. I lotti proposti (di ognuno si indica la superficie e la lunghezza dei fronti su strada) variano da poco più di 500 a poco più di mille 1000 mq. Si sottolinea che il valore (e quindi il costo) varia in funzione della collocazione: “quelli … guardanti sulle maggiori arterie debbono avere case di maggior decoro … a beneficio di qui lotti che, per essere più appartati e meno in vista … possono più ragionevolmente destinarsi a costruzioni più modeste e di minor dispendio”. I prezzi (tutte le informazioni in ufficio, le vendite inizieranno  a giorni) sono ancora in corso di definizione, però è già stabilito il principio che i primi acquirenti avranno un trattamento di favore, dato l’obbligo che si assumono di costruire rapidamente con il rischio di non veder completati da subito tutti i servizi. In particolare il progetto della fognatura richiede ancora tempo ed i lavori relativi inizieranno solo dopo il suo completamento. L’altro tema è quello dei mezzi di trasporto per la città “all'inizio meno rapidi di quanto non lo saranno sicuramente in un prossimo avvenire”.

Per le costruzioni, ognuno è libero di rivolgersi a chi preferisce impegnandosi a rispettare “l’idea informatrice dell’impresa”. Per utilità di tutti, l’Unione Cooperativa ha già raccolto e continuerà a raccogliere i progetti che le vengono offerti; chi vuole può liberamente scegliere e rivolgersi direttamente al progettista o al costruttore. Vengono presentati sette progetti con schizzo e ampia descrizione.

Buona enfasi è dedicata al progetto del primo quartiere della Cooperativa Inquilini. Il lotto di 8210 mq verrà diviso in due appezzamenti da una strada di cinque metri. Su ognuno di essi sorgerà “un corpo di case unite da 10 appartamenti da 6 locali l’uno, un corpo di tre appartamenti da 5 locali e due corpi da due appartamenti di 4 e 6 locali”. “I servizi come sottotetti, acquai separati dalla cucina, locali da bagno e latrina (di cui ogni appartamento è fornito) non sono calcolati nel numero dei locali”. Numerosi schizzi illustrano l’aspetto esterno delle diverse soluzioni. Orti e giardini per tutti gli appartamenti occupano i 3/5 dell’area totale. L’intenzione della Cooperativa è di costruire anche su altri lotti che ha prenotato. Purtroppo, per le disposizioni di legge vigenti, non è in grado di praticare la vendita in ammortamento che molti richiedono.

L’articolo riporta infine le norme edilizie cui tutte le costruzioni devono adeguarsi per ottenere l’autorizzazione preventiva da parte dell’Unione Cooperativa. Le abitazioni private non potranno avere “più di due piani oltre al terreno né occupar più di due quinti dell’area su cui sorgono”. Le case potranno essere anche riunite in gruppi ma “in fregio al gran viale mediano e alle piazze non si potranno erigere che villette isolate, improntate a quel maggior decoro architettonico che l’importanza della località richiede”. ”Tutte le fronti libere delle case devono essere, pur semplicemente, ma pur convenientemente decorate”. Sono richiesti “pozzi neri di perfetta impermeabilità” per le “materie fecali e le acque lorde”. La costruzione di sfioratori per i pozzi neri e di canalizzazione delle acque di rifiuto potrà essere concessa solo dopo che l’Unione Cooperativa avrà costruito “un regolare impianto di depurazione biologica prima dell’immissione nella fognatura di scarico nel torrente Seveso”. Anche per le pluviali e le acque bianche sono vietati i pozzi perdenti; ammesse cisterne stagne per l’innaffiamento di orti e giardini. In ogni caso canalizzazioni separate.

Milanino diviene

Il Nostro Giornale

173-174

Feb-Mar 1910

Apre il congresso (Milano 23-24 gennaio) l’on. Luzzatti, difendendo la sua recente legge. Gli si rimprovera di favorire tutti coloro che concorrono all’obbiettivo, ma, risponde, “poiché l’usura delle pigioni si acuisce, bisogna combatterla con tutti i mezzi legittimi corrispondenti ai buoni principi economici”.

Si succedono quindi le varie relazioni. Si prende ad esempio quanto fatto in altri paesi europei e si invoca l’intervento dello stato per favorire l’acquisizione di terreni da edificare anche mediante l’esproprio e per finanziare la costruzione di case a buon mercato per le classi lavoratrici e più umili. Sul versante del credito si chiedono garanzie ed esenzioni fiscali per gli istituti che finanziano la costruzione di case operaie, come le Casse di Risparmio.

Il Congresso delle Case Popolari a Milano

Rivista della Beneficenza Pubblica

Feb 1910

Georges Benôit-Lévy (1880-1971), giurista parigino e giornalista, fu uno degli esponenti di punta del riformismo sociale di inizio secolo. Nel 1903, su incarico del Museo Sociale di Parigi, si reca in Inghilterra per  studiare i villaggi operai di Port Sunlight e di Bourneville e la prima città giardino, Letchworth, allora in corso di costruzione secondo le idee di Ebenezer Howard. Al suo ritorno, fonda l’Association des Cités Jardin, che dirigerà a lungo. Riconosciuto come il principale sostenitore del modello delle città giardino in Francia ed uno dei più convinti “apostoli” in tutta Europa, riuscirà ad affermare questa soluzione in molti dei villaggi popolari realizzati dall’Office des Habitations à Bon Marché di Parigi tra le due guerre.

Nel 1904 pubblica la prima edizione del suo libro La Cité Jardin. Questo articolo del 1910 è un brevissimo riassunto del suo libro citato sopra. Cita anche il Milanino tra gli esempi di Città Giardino in Europa.

La Cité Jardin

Gazette des Beaux Arts

George Benôit Lévy

Feb 1910

Sull’onda del Milanino di Buffoli, anche la ditta Nagas Eigenmann e &C presenta al Comune di Cusano Sul Seveso il progetto del Quartiere Giardino Regina Elena. I proponenti spiegano che già dall’aprile 1908 essi si adoperarono affinché l’Unione Cooperativa scegliesse Cusano per realizzare il Milanino e che in seguito acquistarono i terreni lungo la linea tramviaria Cusano Bivio – Cinisello. Ora intendono “iniziare quanto prima qualche costruzione di villette” e quindi hanno predisposto un Piano Regolatore e Norme Edilizie per avviare il progetto “che non deve staccarsi dalle grandi linee già tracciate dagli egregi Promotori di Milanino”.

Il piano regolatore allegato, tracciato dall’Ing. Alfredo Piontelli di Lodi, “segue nelle linee generali quello di Milanino” e le norme edilizie sono mirate a che “il Villaggio Giardino abbia continuamente ad avvantaggiarsi nelle sue caratteristiche, prima fra tutte quella grande di salubrità”. Per i servizi, come ha già fatto l’Unione Cooperativa, “pure noi dal canto nostro non manchiamo né mancheremo di interessarcene”.

Nel piano regolatore proposto si nota l’assenza di spazi per servizi pubblici e verde, solo residenze private. Le norme edilizie limitano l’occupazione di suolo al 50% della superficie del lotto (per il Milanino era fino al 40%); non ci sono limitazioni di altezza, anche se, la proposta é per un ambiente di qualità e quindi, in pratica si costruirono solo ville di due piani (salvo un piccolo condominio di quattro piani sull’attuale via Toti); non è prevista la fognatura, quindi le residenze dovranno dotarsi di un pozzo nero sigillato e di una cisterna per la raccolta delle acque piovane.

Facile capire la grande differenza tra il Milanino e Regina Elena anche solo confrontando la passione del testo di Buffoli quando presenta ufficialmente il Milanino all’amministrazione di Cusano ed il tono freddo e burocratico della proposta di Nagas e soci.

Il Piano Regolatore del Quartiere Regina Elena

18 Feb 1910

L’ing. Giovanni Tirelli, tecnico del comune, esamina la proposta di piano regolatore per il Quartiere Regina Elena e fornisce parere positivo. Nei confronti con quello del Milanino, di cui questo piano “è un compendio con lievi variazioni”, le strade sono un po’ più strette, pur mantenendo una larghezza sufficiente. Si raccomanda che, finché non sarà costruita la fognatura, le acque di scarico stradali siano raccolte in cisterne all'estremo sud dell’area. Circa la disposizione dei lotti, alcuni appaiono troppo profondi “ma ciò entra più nei concetti speculativi della Ditta che nella competenza di questo Ufficio”. La relazione chiude “col voto che l’Amministrazione comunale abbia ad appoggiare ed incoraggiare, per quanto le è possibile, il primo esperimento che si compie in Italia dei Villaggi Giardini. Questo esperimento grandioso nel concetto, civile nelle aspirazioni, economico nel fine, non potrà non avere il trionfo che si merita e dal trionfo del Milanino e del Quartiere Regina Cusano ne risentirà i maggiori vantaggi mettendosi fra i paesi più civili e moderni dei tempi nostri. Sarà meta di studi, esempio imitabile per quanti della vita italiana hanno l’intuito delle aspirazioni più pressanti”.

Progetto Regina Elena approvato dall'ufficio tecnico comunale

1 Mar 1910

La Giunta comunale di Cusano sul Seveso approva la proposta di piano regolatore per il Quartiere Regina Elena presentata dalla ditta Nagas, Eigenmann &C, con due prescrizioni. Le acque piovane sia delle strade che delle corti dovranno essere raccolte in cisterne fintanto che non ci sarà la fognatura. Oltre alle norme edilizie stabilite dalla ditta, le costruzioni dovranno rispettare anche il locale regolamento edilizio e di igiene.

Approvato dalla Giunta il progetto di Regina Elena

24 Apr 1910

La relazione suggerisce al comune di cautelarsi facendosi rilasciare dalla ditta proponente una dichiarazione impegnativa con la quale lo esonera da ogni responsabilità in caso di controversie con terzi. Nulla da obiettare sul piano, che appare una continuazione di quello del Milanino. Però manca il progetto esecutivo della fognatura o per lo meno i tipi, accompagnati da una relazione, dei pozzi di raccolta dei liquami. Il piano può quindi essere approvato, con l’obbligo per la ditta di fornire il progetto della fognatura prima di iniziare le costruzioni degli edifici. Le due prescrizioni suddette saranno inserite nell’autorizzazione finale alla ditta Nagas, Eigenmann &C per la costruzione del quartiere, rilasciata dal comune il 24 giugno 1910.

Il Genio Civile approva il progetto per Regina Elena

1 Giu 1910

La Lega delle Cooperativa saluta il cambio di testata e di formato dell’organo ufficiale dell’Unione Cooperativa, della Società Alberghi Popolari e della Cooperativa Inquilini di Milanino. Il passaggio da mensile a settimanale consentirà di portare a tutti gli interessati “più ampie, frequenti e recenti nuove della vita sociale, della grandiosa impresa del Milanino, del movimento economico generale e di quel complesso di suggerimenti, consigli e notizie d’indole domestica che rientrano nell’orbita dell’attività sua”.

Sottolinea infine "la cordialità di rapporti che ci unisce all’Unione Cooperativa” e “la certezza che questo giornale sarà di nuovo impulso per le idee comuni”.

Nasce l'Idea Cooperativa

La Cooperazione Italiana

11 Giu 1910

Il giornale pubblica ampi resoconti del IX congresso internazionale sulle Abitazioni Popolari (Vienna, 29 maggio-2 giugno 1910), cui il direttore, on. Antonio Maffi, ha partecipato in rappresentanza oltre che della Lega delle Cooperative e della Federazione delle Società di Mutuo Soccorso, di cui il giornale è l’organo, anche del Ministero dell’Agricoltura. Nel primo articolo di oggi, si illustrano le diverse politiche municipali in tema di abitazione riferite dai relatori. Tra il liberismo assoluto degli americani (nessun ente pubblico deve fare nulla al proposito, ma solo l’iniziativa privata) e la forte politica municipale della Germania (in ogni città dell’impero, che manifesta un notevole aumento di popolazione, “la politica comunale della abitazione è concentrata in un servizio che costituisce una branca speciale della amministrazione municipale”), c’è la politica italiana dell’ente autonomo, promossa dall’on. Luzzatti, dove “si armonizzano e si integrano le diverse iniziative convergenti alla grande opera di civile redenzione”. 

Le case popolari a buon mercato

La Cooperazione Italiana

Antonio Maffi

18 Giu 1910

Luigi Buffoli “il creatore del Milanino, vorrebbe che tutti avessero un letto, un domicilio”. Dopo aver creato la casa albergo e il dormitorio pubblico, non si capacita che ancora così tanti trascorrano la notte all’aperto. Così gira di notte “distribuendo ai serenanti dei buoni gratuiti d’alloggio per i suoi dormitori”. Però finora nessuno ne ha usufruito e “sempre nella metropoli lombarda continua lo sconcio della gente che non riconosce per soffitto che il cielo e per giaciglio il pavimento stradale”. “Ma il Buffoli è tenace” e prima di prendere altri provvedimenti lancia un censimento dei senzatetto: ieri notte 12 squadre della Croce Verde, mappe alla mano, hanno setacciato ognuna un quartiere della città rilevando ogni presenza. Dei 247 senzatetto rilevati, ben 43 erano donne e 18 bambini, molti dei quali soli. Molti anziani oltre i 70 anni e “molti dal vestito avrebbero lasciato credere ad una posizione sociale incompatibile colla mancanza di un nichelino per aver ricovero nei dormitori che l’operosità del Buffoli ha creati in Milano”. In maggioranza erano in centro, pochi visti in periferia (ci sono i comodi fienili delle cascine) e al parco (c’è la teppa che fa paura anche a chi è senza soldi). Invece al centro “la sorveglianza più facile rende meno frequenti le sorprese notturne e gli atrii delle chiese, le panche dei giardini, i vani dei portoni offrono un asilo pacifico per quanto duro”.

Buffoli e il censimento dei senzatetto

Corriere della Sera

26 Giu 1910

Applauditissima conferenza, illustrata con proiezioni luminose, di Georges Benôit-Lévy, segretario della Association des Cités-Jardins deFrance. Le molte immagini mostrate spiegano come sia facile trasformare da brutto in bello un posto mediante le piante e la pulizia. Le città oggi difettano di spazi liberi, che sono invece indispensabili come elemento di bellezza e punti “nei quali le varie classi della città devono trovarsi, riunirsi, fondersi. Le persone diverrebbero più buone se vivessero meno separate”. In America, esempio dell’iniziativa privata, in ogni città ci sono ampi parchi. In Germania, la legge favorisce il mantenimento in comune della proprietà del terreno, così che è facile attuare piani regolatori “avendo di vista, non il bene o il capriccio individuale, ma il bene comune”. Il conferenziere conclude augurando al Milanino “ogni meritata prosperità”.

Il giorno dopo Benôit-Lévy visita il cantiere del Milanino in compagnia di Luigi Buffoli e di Grosjean, un consigliere della Cooperativa Inquilini di Milanino e “si mostrò entusiasta di quanto vide”.

 

Da questo numero di saggio (distribuito gratuitamente) il giornale muta il titolo in L’Idea Cooperativa – il Nostro Giornale e diventa settimanale.

L'estetica delle città

l'Idea Cooperativa

177

26 Giu 1910

Un garzone muratore di 14 anni muore per le ferite riportate a seguito di una caduta da “un’impalcatura d’una torretta, all’altezza di diciotto metri”.  Soccorso, portato a casa sua a Cusano, morì nonostante le cure del dott. Galliano di Cinisello: la gravità delle ferite era tale che non poté nemmeno essere trasportato all’ospedale.

Il parroco di Cusano, don Seveso, sul Chronicon della parrocchia annota che l’incidente avvenne a Regina Elena “in costruzione accanto al Milanino” e che il ragazzo “era il miglior giovinetto della parrocchia, una fenice tra i sui coetanei, che sono … quel che sono” [NdR].

Incidente mortale al cantiere del Milanino

Corriere della Sera

29 Giu 1910

Prosegue la vendita dei primi lotti. Dei 187 messi in vendita, 124 sono già stati acquistati e per altri 10 sono in corso le trattative. Sono in corso le tracciature definitive, a cura degli ingg. Magnani e Rondoni. Sono previsti a brevissimo gli atti notarili per i passaggi di proprietà. Sono in corso da due settimane i lavori di sterro per la tracciatura delle strade.

Chi si recasse ora a Milanino, dopo esservi stato da qualche tempo, vedrebbe delinearsi la grande opera di trasformazione che dovrà tramutare una distesa di campi in una fiorente città”.

La Cooperativa Inquilini ha appaltato all’impresa Rosa e Cometta la costruzione del primo blocco di casette, da ultimarsi per il prossimo 29 marzo 1911 (si tratta di uno dei due corpi da 10 alloggi lungo l’attuale via del Giglio). Esse sono realizzate col sistema (brevettato) del blocco di cemento IDEAL. L’Ing. Ferrini, vice presidente della Cooperativa,  ha già preparato il progetto per altri 30 alloggi che a breve verranno appaltati.

Per tutti gli acquirenti privati che intendono procedere immediatamente alla costruzione della loro casa (e sono molti), l’Unione Cooperativa mette a disposizione nell’Ufficio del Milanino tutti i progetti di casette forniti da “parecchi valenti e benemeriti architetti”. L’articolo presenta tre di questi progetti, corredandoli coi relativi disegni.

E’ pubblicata infine l’errata-corrige dell’art 6 delle Norme Edilizie (relativo alle recinzioni di separazione tra i lotti), articolo non riportato correttamente sul numero 176.

Segue il 4° elenco di soci fondatori del Milanino.

Si ricorda infine che martedì prossimo, 5 luglio, si svolgerà il referendum per denominazione delle vie di Milanino. La scelta avverrà tra le sei categorie indicate. Verranno pubblicati i risultati, ma il Consiglio “si permette di manifestare che il suo unanime desidero che ai nomi delle persone, morte o vive, si rinunci".

Milanino aggiornamenti

l'Idea Cooperativa

178

3 Lug 1910

La vendita dei lotti prosegue con successo (siamo a 135) non solo per il prezzo vantaggioso ma anche perché ormai tutti i lotti sono accessibili. Infatti sono ormai tracciate tutte le strade ed è in corso il loro “inghiaiamento”. Si procede ora con la formazione dei marciapiedi mediante la posa dei cordoli di granito. Quanto prima si interreranno le tubature della fogna e si spera di poter procedere alla piantumazione delle alberature stradali entro l’autunno.

Sono presentati altri 3 progetti di casette, coi relativi disegni: l’Ing. Luigi Narducci propone un cottage inglese, opportunamente adattato, di otto locali; una villa signorile da 11 locali è presentata dall’Ing. Achille Jona; il villino di 8 ampi locali dell’Ing. Ferdinando Benvenuti Messirotti è qualificato come assai elegante.

Il referendum lanciato per la denominazione delle vie di Milanino, non ha avuto il successo sperato: furono infatti solo 243 i votanti. Più della metà ha scelto come argomento la Cooperazione, alla quale verrà dedicato il viale principale. Ad alcuni esponenti della cooperazione, primi fra tutti ai Probi Pionieri di Rochdale, sarà dedicata qualche strada “in numero non eccessivo”. Un quarto dei votanti si è espresso per Piante e Fiori e poco meno per Persone Benemerite.

Quinto elenco dei sottoscrittori della Cooperativa Inquilini (1416 soci per 4224 azioni).

Milanino notizie - Esito del referendum

l'Idea Cooperativa

179

10 Lug 1910

Continua il resoconto sul congresso di Vienna sulle Abitazioni Popolari. Dopo gli articoli relativi al credito e agli aspetti fiscali, in questo articolo Antonio Maffi riferisce sulla sessione relativa alla tipologia edilizia più adatta. Lamenta che le relazioni ed il dibattito siano stati “sentimentali”, piuttosto che tecnici, cosa che “nel 1910 doveva ritenersi superflua”. “Chi non conosce oramai la prevalenza morale e igienica delle abitazioni a cottages?”. Bisognerebbe discutere di come “attenuarne il costo, equiparandolo al costo delle abitazioni multiple del grande fabbricato”. L’unica relazione che si è avvicinata al nocciolo del problema è quella dell’ing. Ferrini, dell’Ufficio Tecnico del Comune di Milano [e autore del piano urbanistico del Milanino. NdR]. Gli elementi indicati da Ferrini sono piani regolatori che propongano numerose strade di maggior estensione, anche se non larghe, a discapito di poche strade ampie e corte, regolamenti edilizi che rendano meno onerosa la fabbricazione di casette isolate, mezzi di trasporto per uscire più facilmente dalla città, studio di nuovi metodi costruttivi. Sono solo indicazioni, commenta Maffi, quindi il tema è ancora aperto anche per i prossimi congressi. Al temine Maffi svela il suo pensiero: la tecnica inventerà nuove soluzioni, i comuni realizzeranno linee di trasporti veloci, ma “di altrettanto le iniziative convergenti alla creazione delle Città Giardino saranno paralizzate dal rialzo nel valore delle aree”. Quindi “come a tutela del pubblico interesse viene circoscritto il diritto di proprietà privata coll’istituto giuridico della espropriazione per ragioni di pubblica utilità, così non deve sembrare un assurdo per determinate zone l’interdizione della speculazione sulle aree”.

La casetta o il grande fabbricato?

La Cooperazione Italiana

Antonio Maffi

16 Lug 1910

Nell’ultimo articolo dedicato al Congresso di Vienna sulle Abitazioni Popolari, Antonio Maffi riferisce della sessione dedicata ai suggerimenti pratici per contenere il costo di fabbricazione. Secondo l’autore, la sessione fu deludente per la povertà e la pochezza delle proposte formulate. Il delegato olandese parla di costruire case basse, non lastricare le vie o le piazze su cui si affacciano, allargare i vincoli dei regolamenti circa il numero di abitanti per locale, camere da letto le più piccole possibili in relazione all’aria e alla luce tipica della latitudine del luogo, muri sottili, norme antincendio diverse per case piccole e grandi caseggiati. Il Maffi le bolla come “lepidezze”.

Un po’ meglio il relatore belga: egli propone di costruire fuori città, di raggruppare le casette in modo che condividano “le porte d’entrata, le scale, i lavatoi, le adiacenze necessarie d’uso comune, i servizi di riscaldamento di illuminazione, di distribuzione dell’acqua, di fognatura”.

Il relatore francese, pur non portando nessun elemento tecnico, chiude (tra gli applausi) il suo intervento con “uno squarcio di poesia, sana, buona, agreste, che fa bene”. Ecco il suo auspicio: ”il giorno in cui l’abitazione lurida sarà vinta dalla casetta salubre, sorrisa dall’aria, dal sole, dai fiori, la questione sociale sarà in Francia vicina alla sua risoluzione”.

Occorre ancora studiare nuovi sistemi di costruzione, nuovi materiali più economici e una “distribuzione dei vani da permettere una maggiore utilizzazione della struttura degli edifici”.  

Come edificare una casa a buon mercato

La Cooperazione Italiana

Antonio Maffi

23 Lug 1910

Il colonnello a riposo Ferruccio Tremblement [uno pseudonimo, si scoprirà poi - NdR]), socio dell’Unione Cooperativa, lamenta il fatto che il tempo per le votazioni sia stato troppo ridotto e che non sia pubblicizzato a sufficienza il fatto che le votazioni erano aperte a tutti e non riservate ai soci della Cooperativa Inquilini. Ironizza sul fatto che la cooperazione abbia avuto il massimo dei consensi (171 voti) augurandosi di vedere presto Piazza dei dividendi e Via della Partecipazione agli utili; ma soprattutto si rammarica che la Patria abbia riscosso il minimo dei voti (20). E’ particolarmente contrariato poi dal fatto che al secondo posto si siano piazzate le Piante ed i Fiori, per cui non ci saranno strade dedicate alle città, alle persone benemerite, alle scienze ed alle arti, ma ci saranno Via della Cipolla o dell’Aglio, Via del Pepe e Piazza della Cannella e così via con un lungo elenco di denominazioni botaniche di dubbio gusto. Alla fine si chiede se il referendum si applicherà a tutta Milanino o solo alle strade della prima lottizzazione. A conclusione suggerisce di riservare “una piazzuola all’Italia” e “quattro vicoletti a Vittorio Emanuele, Garibaldi, Cavour e Mazzini. Anch’essi furono dei ‘Probi Pionieri’, anch’essi fondarono una splendida cooperativa che ci diede la Patria; e fu soltanto al sole dell’indipendenza e della libertà che poterono crescere le piante delle Cooperative. Vorrei proprio che ciò non fosse dimenticato dalle nuove generazioni, le quali devono persuadersi che assieme agli interessi possono vivere anche i sentimenti”.

Commenti critici sul referendum per la denominazione delle vie

l'Idea Cooperativa

181

24 Lug 1910

Al Congresso di Vienna sulle Abitazioni Popolari “francesi, italiani e tedeschi furono unanimi nell’ammettere che il tipo ideale dell’abitazione umana è la piccola casa solata col suo giardinetto”. Hawey Aldridge, a capo della nutrita delegazione di congressisti inglesi dedicò a questo tema la sua relazione “encomiabile monumento di profonda convinzione e paziente indagine”. La grande casa diventa “un misero ricovero e non già quel luogo di dolce riposo, quel santuario domestico, che l’abitazione dovrebbe essere”. Essa è in proporzione più costosa, meno salubre e “molto meno della piccola casa atta a favorire lo svolgersi della vita famigliare”. Ovviamente il congresso inneggia alle Città Giardino inglesi, “l’attuazione pratica più perfetta del principio della casa piccola”.

Nella sua relazione l’Ing. Ferrini, autore del piano urbanistico del Milanino, illustra una serie di misure necessarie affinché anche in Italia per le case popolari il sistema delle casette, già preferibile dal punto di vista igienico, morale e sociale, lo diventi anche dal punto di vista economico. Dovranno contribuire lo studio di piani adeguati, l’investimento da parte dello stato e dei comuni in mezzi di trasporto rapidi e moderni, lo sviluppo di tecnologie di costruzione appropriate.

Seguono ampi dettagli sulla relazione di Ferrini.

A Milanino preferibile la casetta isolata

l'Idea Cooperativa

181

24 Lug 1910

La notizia riguarda una causa per diffamazione tra il Sig. Eigelmein, procuratore della casa editrice musicale Sonzogno e Riccardo Sonzogno, nipote dell’editore. Il Sig. Eigelmein attribuisce a Riccardo Sonzogno la falsa diceria che lui avrebbe momentaneamente sottratto dalla cassa della società ingenti fondi per acquistare e poi rivendere “una zona di terreno del Milanino, riuscendo così a compiere una speculazione vantaggiosa”. Da qui le dimissioni dell'impiegato per meglio difendersi e la denuncia per diffamazione.  Fallito il tentativo di mediazione, l’udienza è rinviata per l’escussione di altri testi.

Milanino: accuse di illegalità per l'acquisto di terreni

Corriere della Sera

27 Lug 1910

Il terribile colonnello a riposo che aveva irriso i risultati del referendum (vedi numero precedente) in una nuova lettera, che prega di pubblicare, confessa che dopo aver parlato con Buffoli si è ricreduto, almeno in parte. Confida che trattandosi solo del primo lotto, solo un quinto dell’intero Milanino, ci sarà spazio anche per i benemeriti della patria. Buffoli ha però espresso chiaramente la sua contrarietà.

Sul referendum per i nomi delle vie il colonnello si ricrede

l'Idea Cooperativa

182

31 Lug 1910

Il Consiglio della Cooperativa Inquilini ha approvato l’appalto alla Federazione Milanese delle Cooperative di Produzione e Lavoro per il secondo lotto del primo quartiere di casette (il primo lotto è già in costruzione con l’impresa Rosa e Cometta). Il secondo lotto comprende tutti i restanti corpi di fabbrica del quartiere per un totale di 24 alloggi. La consegna è prevista il prossimo 29 giugno 1911. L’articolo sottolinea con soddisfazione che l’accordo con le cooperative è stato chiuso senza favoritismi “con le più strette regole di prudenza e di imparzialità  … nel migliore interesse della Cooperativa Inquilini”. Milanino “dalla cooperazione trae le sue origini e nella cooperazione trova i mezzi per raggiungere i propri intenti”. Lo stesso Consiglio ha avviato il progetto di un secondo gruppo di edifici, con appartamenti più piccoli e costo più contenuto.

Sono presentati (con il relativo schizzo) altri due progetti di villini, predisposti il primo, dagli Ing. G. Bargigia e Faconti ed il secondo, dall’Ing. Benvenuti Masserotti.

Milanino notizie

l'Idea Cooperativa

182

31 Lug 1910

L’ing. Narducci propone due progetti di villini. Il primo, occupa una superficie di quasi 100 mq, ha una sala da pranzo di ben 24 mq ed al piano superiore 3 grandi camere da letto. Costa 15.000 lire. Il secondo invece, su una superficie di 175 mq, ha ben 8 camere da letto e locali a giorno illuminati da ampie vetrate a colori. Costa ben 27.000 lire.

 

Una lettera di un socio interviene nella discussione sui nomi da assegnare alle vie di Milanino (vedi le lettere sui numeri precedenti). Pur riconoscendo l’importanza dei valori della cooperazione e delle virtù civiche ad essa collegate (educazione, temperanza, concordia, risparmio, igiene, salute, lavoro, operosità, iniziativa, etc…), nomi che sembra Buffoli voglia utilizzare in gran quantità, la lettera caldeggia l’utilizzo dei nomi di fiori, come richiesto anche dal referendum tra i soci: si potrebbero ad esempio istituire ogni anno a primavera “delle gare di quartiere tra quei proprietari di casette che meglio avessero saputo o coltivare il giardino o adornare l’esterno delle case coi fiori da cui la lor via prende nome”. Con questo “si sarebbe evidentemente fatto opera di poesia e, al tempo stesso, di educazione sociale”.

Villini per Milanino - Ancora sul referendum

l'Idea Cooperativa

183

7 Ago 1910

Il problema della casa rappresenta “il più alto ed il più urgente dei problemi sociali [ed è] assoluto il dovere delle classi dirigenti di muovere arditamente e sollecitamente alla sua soluzione”. Le città erano impreparate ad accogliere tutti i lavoratori che richiamarono con lo sviluppo dell’industria e dei servizi ed in più i lavoratori stessi, con la loro pressione, peggiorarono ulteriormente la situazione, di fatto annullando quei miglioramenti nelle condizioni di lavoro e di salario che li avevano attirati in città. Ecco quindi l’aumento degli affitti e “l’agglomeramento delle famiglie povere o meno agiate in abitazioni malsane e indecorose”.

Nessuno più dubita che la casa “rappresenti il massimo fattore di civile progresso”. Però anche la casa del popolo deve avere tutti quegli indispensabili “precetti di igiene, di pulizia, di decoro…di salubrità e di comodità che la dottrina sociale ci insegna”. “Nella casa bella, sana e lieta il popolo che lavora trova l’impulso più potente al suo elevamento morale; i vincoli famigliari si restringono, i costumi si addolciscono e si affinano, i migliori istinti dell’animo umano si espandono liberamente, mentre i corpi si rinvigoriscono coll’abitudine dell’osservanza delle norme igieniche. Diminuiscono così le malattie e la delinquenza e con esse diminuisce l’appello alle fonti della beneficenza e diminuiscono gli oneri e le responsabilità degli enti pubblici”.

La casa “come elemento di maggior civiltà” è un concetto non sempre è capito dalle classi lavoratrici che di fronte ad un sacrificio economico per abitare in case belle e sane, fornite di servizi moderni come i bagni o le biblioteche, preferiscono rinunciarvi. Il modo migliore per fare opera di persuasione è allora quello di fornire case costruite con questi criteri, in modo che i vantaggi ne siano evidenti. Quindi non case qualsiasi, purché tante, ma case moderne. Il quartiere popolare costruito dal Comune di Milano secondo questi principi (ampi cortili, spazi liberi, almeno due locali per alloggio, un edificio con bagni, docce, lavatoio, locali per bambini) fu criticato perché non realizzava la massima economia [si riferisce al grande quartiere realizzato dall’Umanitaria in via Solari 40, 240 alloggi per un migliaio di inquilini, abitato dal marzo 1906 – Ndr]. Gli inquilini stessi furono restii ad utilizzare i nuovi servizi (per i primi sei mesi nessuno utilizzò le docce), ma ora a distanza di quattro anni, “nessuno trascura di usare le docce almeno due volte la settimana e basta interrogare le madri di famiglia per sentirle esprimere in termini entusiastici la loro felicità di trovarsi in una vera casa … ove i loro bambini crescono floridi di salute ed il loro marito assai volentieri si sofferma a godere della pace domestica”.

L’autore cita poi l’esempio di Camberwell, un quartiere che fino a dieci anni fa era “la parte più orrida di Londra … un ammasso di casupole luride e diroccate, dove gli abitanti si agglomeravano fra le immondizie ed ove l’alcolismo infieriva colle inevitabili sue conseguenze della morbosità e della degradazione morale”. Il comune cominciò ad acquistare alcune delle case peggiori, qua e là nella stessa via, costruendo nuove casette dotate dei sevizi necessari ed affittandole allo stesso prezzo che i privati pretendevano per le loro “luride stamberghe”. Questo, da una parte, aveva lo scopo di risvegliare negli abitanti “sentimenti di decoro e pulizia e il bisogno di soddisfarli, che una lunga abitudine alla sofferenza aveva fatto perdere” e dall’altra indurre gli abitanti delle case vecchie a pretendere dai proprietari gli stessi miglioramenti dei loro vicini. La strategia ha funzionato ed ora il quartiere si sta trasformando radicalmente e “la popolazione dimostra già di aver raggiunto un miglioramento morale e fisico che alcuni anni fa sembrava follia sperare”.

(continua)

I problemi della casa

l'Idea Cooperativa

183

Mario Cattaneo

7 Ago 1910

Dopo aver ricordato i recenti congressi di Londra e di Milano sulle case popolari, l’articolo riassume i principali interventi necessari:

  • Incremento dei mezzi di trasporto per favorire l’uscita dalle città

  • Applicazione rigorosa dei regolamenti di igiene

  • Organizzazione del credito e agevolazioni fiscali

  • Piani regolatori “con strade larghe e alberate, abbondanza di spazi aperti, giardini e parchi”.

  • Risanamento dei quartieri insalubri e ricostruzione

  • Acquisto di aree da parte dei comuni per costruzione diretta o cessione per case popolari

  • Tasse che impediscano la speculazione sui terreni

  • Creazione di sobborghi giardino che favoriscano l’uscita dalla città pur mantenendo in città lavoro ed affari.

Pur essendo necessaria l’azione diretta dei comuni o dello stato, la soluzione effettiva può venire solo favorendo l’iniziativa privata, soprattutto nella forma cooperativa. Esempi efficaci, pur “con indirizzi e metodi distinti” ci vengono dall’Inghilterra, dalla Germania e dal Belgio.

In Inghilterra prevale l’iniziativa privata favorita da leggi e provvedimenti governativi. In pochi anni, dieci società filantropiche hanno costruito alloggi per 125.000 persone solo a Londra, 413 Società Cooperative hanno realizzato 50.000 alloggi nel Regno Unito, le Società in Compartecipazione hanno costruito 4.000 case, circa 2000 cooperative con 600.000 soci finanziano la costruzione di case.

L’Impero Germanico ha speso più di cinquanta milioni di marchi per finanziare piani per le case popolari, i Municipi hanno contribuito con piani regolatori e regolamenti edilizi, le Casse di Previdenza hanno finanziato “le società edilizie costituite confini non speculativi, le quali raggiunsero risultati veramente straordinari”.

In Belgio “piccolo paese assai progredito, ove l’agiatezza è assai più diffusa che non nelle altre nazioni”, grazie ai prestiti della Cassa di Risparmio Nazionale si è favorita la costruzione della propria casetta “da pagarsi in lungo ammortamento e a condizioni assai favorevoli di interesse”.

(continua)

I problemi della casa

l'Idea Cooperativa

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Mario Cattaneo

14 ago 1910

L’articolo ripercorre le vicende del referendum per fissare i nomi delle vie del Milanino riassumendo le proposte iniziali, l’esito della votazione, alcune delle lettere, più o meno polemiche che ne seguirono. Ricorda che alla fine comunque sarà il Consiglio Comunale a decidere, ma si confida che le proposte dell’Unione Cooperativa verranno accolte.

Si decide comunque di chiudere qui la vicenda stabilendo che per la prima lottizzazione si useranno nomi di Cooperazione e Piante e Fiori, come votato al referendum; per i futuri lotti si ricorrerà ad un nuovo referendum e si rispetteranno anche le minoranze.

La denominazione delle vie di Milanino

l'Idea Cooperativa

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21 Ago 1910

L’articolo, a firma Piero Murra, il direttore della rivista, inizia citando le esperienze inglesi di Città Giardino. Curiosamente però non si riferisce al testo di Howard, bensì a un articolo di un autore francese comparso su la Revue Economique International. I principi fondamentali sono due: la fuoriuscita dell’industria dalla città, in modo che la città diventi più sana e meno costosa, ed il controllo della comunità sul suolo in modo da evitare la speculazione. Relativamente alle realizzazioni in Italia, solo a Milano si è fatto qualcosa, come ad esempio al Quartiere Regina Elena al Milanino. In pochi mesi la Garden City progettata da Nagas, Eigenmann &C è divenuta realtà. Sono già stati venduti 45 lotti. “Dove prima erano distese di ortaglie, capanni di contadini [oggi troviamo] strade viali, palazzine e ville”. La comunicazione con la città è assicurata, in 20 minuti, dalla Ferrovia Nord e dalle tramvie Milano-Carate e Milano-Monza. Il progetto di una ferrovia elettrica sopraelevata, che sarà presto realizzata, prevede un collegamento molto più rapido: un treno ogni 15 minuti porterà in centro in soli 5 minuti.

A corredo dell’articolo sono presentati un buon numero di progetti di ville o villini dei quali l’ufficio tecnico in loco potrà curare direttamente la costruzione “con notevoli vantaggi di economia”.

Il Quartiere di Regina Elena al Milanino

Case Popolari e Città Giardino

12

Set 1910

Con la presentazione di questo progetto di legge l’on. Luzzatti mantiene la promessa fatta nel recente congresso di Milano di correggere i difetti e le lacune della nostra legislazione. Questo disegno di legge può “arrecare sensibili benefici alla impresa del Milanino ed ai futuri abitanti della auspicata città giardino”. Nonostante la grande disponibilità di capitali nelle Banche Popolari, nelle Casse di Risparmio Postali e nelle Casse di Risparmio Ordinarie, gli investimenti per le case oggi non sono sufficienti. Necessitano quindi interventi sul versante fiscale.

Il disegno di legge proposto estende parte dei benefici fiscali previsti per Comuni, Cooperative Edilizie, Enti Autonomi, Associazione di Mutuo Soccorso in merito alla costruzione di abitazioni popolari o economiche, anche alle Società Anonime e ai privati costruttori. Si allargano quindi il limiti che la legislazione imponeva sui prestiti per l’edilizia alle Casse di Previdenza, alle società di Beneficenza, alle Assicurazioni. Gli interessi sui mutui per le case popolari e economiche sono esenti dalla imposta di ricchezza mobile. Le case popolari e economiche godono di un’esenzione fiscale per quindici anni, mentre sono ridotte al 25% le tasse ipotecarie e di registro e quelle sui contratti per la costruzione di case. Una lunga serie di agevolazioni fiscali riguarda anche le case di tipologia non economica o popolare, con agevolazioni maggiori per le case con meno locali, quindi per le classi meno abbienti o medie.

Una disposizione di particolare interesse per l’Unione Cooperativa è quella che consente anche alle cooperative di consumo di godere delle agevolazioni per la costruzione di case previste per le cooperative edilizie.

Nuovo disegno di legge per le case popolari ed economiche

l'Idea Cooperativa

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18 Set 1910

Pur non essendo ancora in grado di definire il canone di affitto (non hanno calcolato tutti i dettagli del costo di costruzione), la Cooperativa Inquilini apre le liste di iscrizione per chi vuole prenotare un alloggio nel quartiere in costruzione a Milanino (34 casette da 5 o 6 locali l’uno, tutte con giardino). Si ricordano alcuni articoli dello statuto e del regolamento: i soci hanno la precedenza sui non soci; non può avere casa in affitto chi possiede già case gravate da più di 120 L. annue di imposta; il canone di affitto verrà calcolato al minimo possibile considerando spese straordinarie, manutenzione e deperimento, interessi, imposte spese amministrative ed anche un dividendo del 5% sulle azioni; è vietato il subaffitto; non si possono tenere locande o pensioni; se il locatario adempie ai suoi doveri, il contratto non può essere disdetto e continua anche dopo la sua morte (se la moglie e/o i figli maggiorenni lo desiderano), fatta salva la possibilità di aumento del canone in proporzione all’aumento delle spese di manutenzione ed esercizio.

 

L’unione Cooperativa si associa al concorso per il progetto di un villino moderno promosso da un comitato cittadino e fissa un premio unico di L. 500 con una medaglia d’oro per il migliore villino economico adatto per il Milanino. La tipologia è definita rigorosamente: villino isolato a due piani, con giardino, ad uso di una famiglia, da costruirsi a Milanino nel rispetto delle relative norme edilizie, su un lotto di 750 mq, con 25 m di fronte strada, servito di acqua e fogna. Sono richiesti sei locali più servizi, tra i quali non deve mancare il gabinetto da bagno. Particolare impegno va posto nella “parte economica del problema”. Il progetto diventerà di proprietà dell’Unione Cooperativa che potrà valersene senza nessun obbligo di coinvolgere l’autore per l’esecuzione o la direzione lavori.

 

E’ presentato un progetto degli Ingg. Bargigia e Faconti per un villino di 7 locali dal costo di 18.000.

 

L’Unione Cooperativa, con l’invio di mappe e piani del Milanino, prepara la partecipazione alla conferenza internazionale di urbanistica (anche se la parola ancora non si usava) che si terrà il prossimo ottobre a Londra e nel quale il tema delle città giardino occuperà un posto di rilievo.

 

Un articolo del mese di agosto de La Patria degli Italiani, un giornale pubblicato a Buenos Aires, ha raccontato del Milanino “in modo ampio e lusinghiero” al punto che sono pervenute molte richieste di informazioni da parte di chi intende “prepararsi un grato rifugio al suo ritorno in patria”.

Cooperativa Inquilini - Concorso per il Villino Moderno

l'Idea Cooperativa

188

18 Set 1910

Al concorso con successiva esposizione, organizzato da un comitato cittadino, si associano, stabilendo premi appositi, anche l’Unione Cooperativa per un villino da erigersi a Milanino, la ditta Nagas e Eigenmann per un progetto da erigersi a Regina Elena, il Cav. Uff. Enrico Torriani per un villino da dieci locali più servizi per il Villaggio-Giardino “la Quiete” fuori di Porta Magenta [si tratta della Cooperativa Case e Alloggi e il quartiere venne in seguito identificato come quartiere Castelletto. NdR]. Altri premi di vario tipo tra i quali segnaliamo la medaglia d’oro del Touring Club per il miglior piano urbanistico per un Quartiere-Giardino o Villaggio-Giardino.

Concorso Il Villino Moderno

Corriere della Sera

5 Ott 1910

Ampia presentazione di un villino per Milanino, progettato dall’arch. Luigi Polo, direttore della fabbrica di mobili dell’Unione Cooperativa: due piani, quasi 140 mq coperti, un ampio terrazzo al piano superiore, sala da pranzo di 30 mq ed un costo di 18.000 L. E’ progettato anche l’intero arredamento, fornibile, ovviamente dalla fabbrica sociale “con piena garanzia di perfetta lavorazione e di materiale sceltissimo”.

Un villino per Milanino

l'Idea Cooperativa

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16 Ott 1910

Quando nel 1902 si decise l’acquisto di Palazzo Turati in via Meravigli per farvi la sede dell’Unione Cooperativa e poi quando nel 1905 il nuovo grande magazzino divenne operativo, molti erano i contrari, trai soci e i simpatizzanti. Perfino l’on. Luzzatti, grande amico di Buffoli e dell’Unione, era perplesso. Si temeva che allontanarsi da piazza del Duomo avrebbe penalizzato le vendite e si paventava che il passo fosse troppo lungo per la cooperativa. Invece, il trend positivo delle vendite e della crescita della cooperativa continuò anche cessato l’effetto Expo 1906. Al punto che si rese necessario l’abbattimento delle tre case sul retro (in via San Vittore al Teatro) per realizzare un nuovo padiglione. Quest’opera fu funestata da un grave incidente non ancora chiarito (un crollo in cantiere causò 13 morti). Ciò nonostante i lavori si conclusero ed ora il magazzino è più grande: per festeggiare la nuova sezione è prevista una settimana di apertura serale del magazzino, in modo che tutti i soci e la cittadinanza “possa constatare come ormai l’Unione Cooperativa sia giunta  a rappresentare una grande famiglia che può fornire tutto o pressoché tutto quanto abbisogna pel vitto,  pel vestiario, per l’arredamento, per il mobilio della casa; mentre sta ponendosi in grado di fornire anche la casa stessa nella città giardino che va sorgendo sulle terre del Milanino”.

Completata la sede dell'Unione Coopeativa

l'Idea Cooperativa

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23 Ott 1910

Inaugurata l’esposizione del concorso “il Villino Moderno”. Dai villini piccoli e semplici, dal costo di poche migliaia di lire “a quelli con molti locali, con terrazze, torri, verande, che ogni mente umana sa foggiare per sé, deliziosamente”. Sono presentati ben 70 progetti, di ingegneri e architetti da varie regioni della penisola.

Parecchi dei villini progettati sono deliziosi, per uno spiccato carattere di intimità e di comodità. Né va trascurato il fatto che costano pochissimo …I progettisti non idearono soltanto costruzioni per campagna, ma anche per la città, in quei quartieri lontani dal centro dove è facile circondar la casetta con un po’ di verde e qualche siepe fiorita”.

Inaugurata l'esposizione Il Villino Moderno

Corriere della Sera

9 Nov 1910

E' in corso dall'inizio del mese, presso i locali della Mostra Politecnica, la mostra del Villino Moderno, cui partecipano 35 progettisti con 75 proposte. Pochi rispetto alle attese, ma i termini erano veramente stretti. 20 sono i partecipanti al concorso indetto dall’Unione Cooperativa; i loro progetti, pur con pregi estetici non trascurabili nella decorazione delle facciate, ampi locali e servizi, presentano anche costi contenuti. La giuria controllerà con rigore le relazioni, i preventivi ed i computi particolareggiati.

La mostra del villino moderno

l'Idea Cooperativa

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20 Nov 1910

Accompagnato da L. Buffoli e parecchi tecnici, il regio commissario Comm. Galiotti visita l’Albergo popolare e poi (in automobile) il Milanino “dove si rallegrò di vedere già in stato di avanzata costruzione villette e case”.

Il Commissario Regio al Milanino

Corriere della Sera

24 Nov 1910

In previsione dell’assemblea ordinaria della Cooperativa Inquilini di Milanino del prossimo 4 dic, si pubblica il bilancio dell’esercizio chiuso al 30 settembre. E’ prevista la distribuzione di un dividendo del 3% sulle azioni sottoscritte. Nella relazione del Consiglio d’Amministrazione, L. Buffoli, il presidente, ricorda le tappe percorse nel primo anno di attività: l’acquisto di un lotto di 14.000 mq di terreno al Milanino, al prezzo do 50.000 L. compresi i costi previsti per la fognatura, l’acqua potabile, l’illuminazione stradale, ecc…; il consigliere Ing. Ferrini ha progettato il primo gruppo di 34 alloggi su 8 corpi di fabbrica; l’impresa Rosa e Cometta ha iniziato la costruzione di uno degli edifici col suo sistema a blocchi di cemento; gli altri edifici sono stati appaltati alla Federazione Milanese delle Cooperative di Produzione e Lavoro; i lavori sono in corso sotto la direzione degli Ingg. Magnani e Rondoni; per l’affitto si sono aperte le prenotazioni; è in corso il progetto di altri villini sui restanti 5000 metri del lotto, sempre a cura dell’Ing. Ferrini. Più in generale, al Milanino, la zona di prima lottizzazione è stata praticamente venduta tutta, molte casette e villini sono già in costruzione e molte altre lo saranno la prossima primavera, è già in progetto la realizzazione di una succursale della Unione Cooperativa, “sicché possiamo contare con tutta fiducia sul rapido formarsi di un discreto centro abitato, primo nucleo della futura auspicata città”.

Il bilancio della Cooperativa Inquilini di Milanino

l'Idea Cooperativa

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27 Nov 1910

L’assemblea svoltasi il 4 dicembre approva il bilancio e la relazione del consiglio di amministrazione senza particolari discussioni. Non passa la proposta di Buffoli, attuale presidente, rieletto nel nuovo consiglio, di riservare in consiglio due posti per i soci che nel corso del prossimo anno potrebbero diventare inquilini, dato che, essendo le case in costruzione, non ci sono ancora inquilini.

 

Dati i ripetuti inviti di Buffoli durante l’assemblea a visitare Milanino, sono pubblicati gli orari dei tram e delle Ferrovie Nord. Curiosamente sono indicate 9 corse giornaliere da Milano a Cusano (la corsa dura circa 25 minuti) e 13 in senso contrario, di cui due solo festive. Ci sono poi le 12 corse della tramvia Milano (Porta Volta), Cusano (con fermata anche al bivio), Seregno, Carate-Giussano ed altre 12 della linea Milano-Cusano-Monza-Carate. Si nota il fatto che sono indicati solo gli orari da/per Milano, non essendo neanche previsto che da Milanino o da Cusano qualcuno volesse andare a Seregno – Carate, a Cinisello – Monza o a Seveso – Asso.

L'assemblea della Cooperativa Inquilini di Milanino

l'Idea Cooperativa

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11 Dic 1910

Formulando un bilancio dell’ultimo anno di attività dell’impresa del “Milanino, questa ultima nata tra le tante belle e feconde iniziative di cui L’Unione Cooperativa si gloria”, l’articolo sottolinea come, un anno fa, il territorio destinato al Milanino era “una vasta distesa di campi coltivati, sui quali incombeva la solennità tranquilla della madre terra, intenta al suo secolare lavoro di produzione, ispiratrice dei poeti cantori di georgiche e di idilli pastorali”. Il contadino, dopo aver saputo che “i terreni erano stati comprati da un gran signore ricco, a milioni” assiste, incredulo e rassegnato, “ad una rapida e vasta trasformazione di cose, una conquista così violenta del suo secolare regno da quella grande città lontana che fino ad allora non era arrivata a turbare la sua pacifica esistenza”. La città “tumultuosa e congestionata” viene a chiedere “alla campagna la pace e la salute”.

Dopo un lungo lavoro di preparazione del piano regolatore, degli statuti, dei regolamenti, dei contratti, in modo da assicurare “la rispondenza ai più moderni principi di decoro e di igiene”, il Consiglio “lanciò l’appello ai soci ed alla cittadinanza tutta, invocandone il potente ed indispensabile aiuto… [i nostri soci] risposero con entusiasmo: a centinaia impiegati, professionisti, negozianti accorsero al piccolo ufficio del Milanino per esaminare i progetti”. Da maggio fino ad ora, quasi tutti i lotti della prima zona sono stati venduti ad “amici della nostra Società … [che] avevano ben compreso il valore altissimo, sia nei riguardi sociali che igienici, dell’iniziativa assunta … [assicurandosi così] il modo di dare alla propria famiglia un nido lieto e tranquillo, dove i propri figli sarebbero cresciuti floridi e felici”.

Non appena la stagione propizia lo permise, si cominciarono i lavori in luogo; alla pace serena dei campi, si sostituì il tumultuare febbrile e rumoroso delle opere; squadre numerose di operai succedettero ai lavoratori dei campi; si impiantarono macchine, si scavarono cave, si stesero binari per il trasporto dei materiali e, mentre si tracciavano e sistemavamo le strade e si determinava la situazione dei giardini, dai campi isteriliti cominciarono a sorgere palizzate e cantieri e le prime casette”. La Cooperativa Inquilini sta realizzando il suo primo quartiere: “le sue case sono già ultimate al rustico e saranno compiute non dopo la metà dell’anno prossimo”. Si è provveduto anche ai servizi: i grossi tubi in cemento della fogna sono già in produzione presso un cantiere sul posto e saranno messi in opera nei primi messi dell’anno prossimo; per l’acqua potabile il progetto è completato ed i lavori sono iniziati, per la fornitura del gas e della luce elettrica le pratiche burocratiche sono a buon punto. Gli Ingg Bellani e Benazzoli hanno preparato “un progetto di ferrovia elevata che dovrebbe risolvere nel modo migliore il problema certamente capitale del trasporto rapido ed economico tra Milano e Milanino. L’Unione Cooperativa non ha esitato ad appoggiare lo sforzo di questi giovani e valenti tecnici ed ha già presentato al Comune di Milano la domanda di concessione per la penetrazione in città”.

Il cammino percorso in questo primo anno di vita attiva è stato lungo; quello che un anno fa poteva ancora sembrare un sogno, ha ormai cominciato a divenire realtà; molto certamente ci rimane da fare, infinite sono le difficoltà, aspri gli ostacoli che si dovranno ancora superare prima che l’idea geniale possa dirsi attuata, ma troppa è la nostra fede nella bontà di essa, nella forza della solidarietà che si concentra nella società nostra e nelle feconde energie della nostra città, perché possiamo disperare della riuscita”.

Milanino. Ricapitolando

l'Idea Cooperativa

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Mario Cattaneo

25 Dic 1910

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