Luigi Buffoli “il creatore del Milanino, vorrebbe che tutti avessero un letto, un domicilio”. Dopo aver creato la casa albergo e il dormitorio pubblico, non si capacita che ancora così tanti trascorrano la notte all’aperto. Così gira di notte “distribuendo ai serenanti dei buoni gratuiti d’alloggio per i suoi dormitori”. Però finora nessuno ne ha usufruito e “sempre nella metropoli lombarda continua lo sconcio della gente che non riconosce per soffitto che il cielo e per giaciglio il pavimento stradale”. “Ma il Buffoli è tenace” e prima di prendere altri provvedimenti lancia un censimento dei senza tetto: ieri notte 12 squadre della Croce Verde, mappe alla mano, hanno setacciato ognuna un quartiere della città rilevando ogni presenza. Dei 2472 senza tetti rilevati, ben 43 erano donne e 18 bambini, molti dei quali soli. Molti anziani oltre i 70 anni e “molti dal vestito avrebbero lascito credere ad una posizione sociale incompatibile colla mancanza di un nichelino per aver ricovero nei dormitori che l’operosità del Buffoli ha creati in Milano”. In maggioranza erano in centro, pochi visti in periferia (ci sono i comodi fienili delle cascine) e al parco (c’è la teppa che fa paura anche a chi è senza soldi). Invece al centro “la sorveglianza più facile rende meno frequenti le sorprese notturne e gli atrii delle chiese, le panche dei giardini, i vani dei portoni offrono un asilo pacifico per quanto duro”.

Corriere della Sera

Buffoli e il censimento dei senzatetto

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