Dopo l’assemblea dell’Unione Cooperativa che approvò l’iniziativa immobiliare proposta da Buffoli, il Corriere lo intervista di nuovo sull'argomento. “Di nuovo – egli ci disse – c’è che le aree offerteci nei dintorni di Milano sono ormai numerose ed una migliore dell’altra. La borgata o cittadina ideale dovrebbe avere molte ortaglie che dovrebbero fornire agli abitanti la verdura fresca e sana; prati e stalle e vaccherie per il latte abbondante e sicuro e ad un prezzo giusto; panificio; magazzino fornito di tutti i generi alimentari; lavanderia e stireria”. Entro pochi mesi si concretizzerà il progetto. Oltre al milione già stanziato, ci sono già altre offerte: si sta pensando ad una società cui possono partecipare solo i soci dell’Unione. Già molti “si dichiarano disponibili a fabbricarsi casa propria sul terreno sociale a patti da convenirsi”. Le aree in esame “variano per la distanza da un minimo di 3 km ad un massimo di 6 dal dazio vecchio, cioè dai bastioni… Poiché la cittadina sarà quasi esclusivamente abitata da impiegati e professionisti che dovranno passar la giornata in città, non sarà difficile unire questa con quella mediante la tramvia elettrica”.

Corriere della Sera

7 Mag 1907

Per le case degli impiegati

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