Nella sezione medica Il Dottore di Casa un articolo illustra i mali dell’urbanizzazione eccessiva (urbanismo, come si diceva allora) ai quali il Milanino, proposto e sostenuto dal Buffoli, può rappresentare una soluzione. Tra le cause di questo fenomeno, oltre al diffondersi dell’industrializzazione, l’articolo sottolinea anche i migliori mezzi di comunicazione (una volta “solo i ricchi potevano viaggiare e cercare nelle grandi città piaceri, onori, altre ricchezze. Oggi con poca spesa, grandi masse di popolazione vi possono accorrere da grandi distanze, portandovi braccia e cercandovi guadagni che non trovano nei villaggi”), la presenza in città di ospedali ed istituzioni filantropiche che “attirano i miseri dalle campagne”, le scuole “che attraggono la gioventù per l’istruzione”, la crescita delle istituzioni militari e burocratiche che concentrano in città masse di militari ed impiegati. Le differenze sociali in città diventano barriere insormontabili che creano società distinte. A distanza di poche vie si passa “da uno stato di civiltà ad un altro, dagli eccessi di ricercatezza alla barbarie, dalle dimore dell’intelligenza a quelle dell’ignoranza brutale. In vicinanza delle case splendide vi sono i covili dell’orribile miseria, del delitto spensierato, dell’intemperanza, della dissolutezza, della rovina della giovinezza imprudente. Queste società distinte non si conoscono, i beni ammucchiati in poche mani scavano un abisso tra le diverse condizioni.

Purtroppo il problema continuerà: “fino a quando non saranno migliorate le condizioni dei lavoratori della terra, non si arriverà all'in­dustrializzazione dell'agricoltura, non si creeranno le città giardino, non si organizzeranno su larga scala i treni ope­rai, non si accumuleranno più su piccolo spazio i grandi opifici, non si porteranno i benefici delle città a contatto dei contadini, si sospingerà fatalmente i miserabili verso le città mostruose che solo oggi danno loro il miraggio del pane”. Ed allora che fare “essendo contrario ad ogni idea di giustizia e di libertà il far tornare i contadini alla gleba maledetta d'un tempo”? La risposta è ovvia: cominciando dal poco, ad esempio aiutando Buffoli nella sua generosa iniziativa del Milanino “che è lotta contro l’urbanismo, pel bene di tanti che soffrono negli immensi falansteri moderni, e vogliono non il chiuso di case che si aggiungono a case ma – dopo il lavoro nella città sonante – il ritorno alla vita fra un poco di verde e di aria libera”.

Il Nostro Giornale

144-145

Ago-Set 1907

I mali dell'urbanismo

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