In due corrispondenze da Londra, datate 7 e 15 agosto, Luigi Buffoli riferisce della sua partecipazione al Congresso. Tra i 600 partecipanti per l’Italia ci sono rappresentanti del Governo, dell’Istituto per le case popolari di Roma, del Comune di Milano e di altre Cooperative Milanesi.

Il tema, ampiamente condiviso dai partecipanti, è introdotto da un ministro inglese che sostiene “la necessità di rivolgere gli sforzi a combattere il fenomeno dell’urbanismo, costruendo abitazioni salubri a buon mercato lungi da grandi centri, a questi congiungendole con un frequente e sollecito mezzo di trasporto”.

I congressisti inglesi riportano i risultati positivi delle Città-Giardino di Letchworth, Bourneville e Port Sunlight, tutte costruite con casette isolate, abitate da una o due famiglie. Altri invece sostengono la superiorità “in linea tecnica e finanziaria … delle case a più piani, con parecchi appartamenti di due o tre locali ciascuno”.  I rappresentanti milanesi, viste le “belle e solide costruzioni” realizzate a Milano dal Comune, dall’Umanitaria, dalle Cooperative, hanno qualche dubbio sulle casette, che da noi non potrebbero essere così economiche come in Inghilterra “date le diverse condizioni di clima e le diverse abitudini delle nostre classi popolari”.

Buffoli ricorda infine la relazione di un congressista neozelandese circa i severissimi interventi del governo per sconfiggere la speculazione edilizia in tema di case popolari. “Così, disse il congressista, noi non abbiamo i milionari che raccolsero le loro ricchezze dalla lamentata speculazione”.

Nel secondo articolo Buffoli riferisce brevemente delle visite alle Città Giardino di Letchworth, Port Sunlight, Sheffield, Bourneville ed i nuovi quartieri operai di Sheffiled, Manchester, Liverpool. Di tutto ciò racconterà più diffusamente nell'articolo de La Lettura, ottobre 2017 (vedi più oltre).

Corriere della Sera

10 e 17 Ago 1907

Luigi Buffoli

Il Congresso delle case popolari a Londra

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